E’ di nuovo allarme acqua nell’area di Venafro agricoltori sul piede di guerra. Da ieri sera una condotta (comizio tecnicamente) si è rotta e i terreni a mais di proprietà di circa 50 agricoltori per 200 ettari di terreni con colture a Mais ed erba medica che da Venafro – area Madonnella fino a Sesto Campano – rischiano di bruciare letteralmente sotto il sole cocente.

bonifica venafro big1

Il disastroso avvio di stagione, in cui il Consorzio aveva promesso agli agricoltori l’erogazione dell’acqua, in seguito ai lavori di rifacimento della condotta principale, entro il primo di maggio, poi posticipata di 10 giorni, già aveva compromesso il 50% del raccolto secondo gli addetti ai lavori. Oggi, ci spiega un giovane agricoltore 32 enne:” siamo sulla via del fallimento. Ci siamo indebitati fino all’osso per comprare i semi, lavoriamo 16 ore al giorno per evitare che non vi siano problemi, chiediamo solo una cosa alle istituzioni, l’acqua necessaria per far crescere i semi e le piante, e ci viene negata. Anche per Arare e zappare, abbiamo bisogno di ammorbidire le zolle altrimenti l’aratro non ce la fa’ a penetrare il terreno, e anche in questo caso l’acqua è indispensabile.”

Un altro agricoltore esasperato ci fa notare come da anni si vive nella precarietà e afferma: “ nelle stagioni passate piovose, non abbiamo avuto problemi, ma le condotte sono vecchie in molti tratti e come in questa stagione che le temperature sono già a 34 gradi a maggio per noi è un disastro senza poter irrigare. Una stagione peggio di questa e un menefreghismo da parte di chi dovrebbe tutelarci come il Consorzio di Bonifica non si era mai visto. Già quando il raccolto va bene ci sono problemi di sussistenza, ma ora viene voglia di abbandonare tutto e fuggire da questo posto, abbiamo la sensazione di essere abbandonati a noi stessi ”.

Il messaggio è chiaro e inequivocabile, tutti chiedono un celere intervento del Consorzio di Bonifica, delle istituzioni regionali, dell’Assessore all’Agricoltura Vittorino Facciolla: abbiamo bisogno di acqua “subito” altrimenti per noi tutto è perduto.

Reporter One

 

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