Si possono richiedere i tributi correnti e pregressi senza garantire ai consorziati sicurezza e prevenzione?

Una domanda sorge spontanea a tanti a Venafro, all’indomani dell’affissione da parte del Consorzio di Bonifica della piana dei solleciti ai consorziati morosi per il pagamento dei tributi correnti e pregressi, pena sanzioni, more, interessi, riscossioni di legge ect. “D’accordo sul pagamento dei tributi consortili dovuti e quindi sui solleciti ai consorziati morosi da parte dell’ente di bonifica -è l‘opinione corrente sul tema- che ha tutto il diritto, quale precisa sua finalità istituzionale, di chiedere ai consorziati morosi i tributi correnti e quelli pregressi, preannunciando aggravi ed azioni legali di recupero in caso di persistente morosità. E i servizi che l’ente deve garantire ai consorziati, proprio in ragione dei tributi in argomento ? Se cioè è giusto che il Consorzio debba incassare tributi dai consorziati, altrettanto doveroso appare garantire da parte dell’ente precisi servizi ai propri consorziati”. “Ci riferiamo -è il pensiero di tanti consorziati- agl’interventi in tema di prevenzione e sicurezza a partire dalla situazione del Rava e dei suoi argini, ricolmi di tantissima vegetazione spontanea da rappresentare una minaccia reale per le persone in caso di esondazione delle acque ed un pericolo costante per proprietà private e colture, come del resto già tanto rovinosamente accaduto. Analogamente aspettiamo sempre che vengano rimosse dai nostri terreni le tonnellate di canalette di cemento della vetusta irrigazione a scorrimento, da anni in disuso e che rotte ed inservibili occupano inutilmente le nostre proprietà, ostacolando i mezzi agricoli meccanici ed impedendo opere e lavori. D’accordo cioè sui tributi dovuti, ma chiediamo altresì precisi impegni da parte di istituzioni ed enti preposti, Consorzio di Bonifica compreso, per garantire ai noi tutti i sacrosanti diritti in tema di prevenzione, sicurezza, lavoro e tutela della proprietà privata. In caso contrario la bilancia appare sfalsata, a tutto sfavore di noi consorziati !”. Assodata la fondatezza di tali argomentazioni, altra questione è sempre in piedi, anch’essa sollevata da tempo dai consorziati dell’ente venafrano di bonifica : la realizzazione di un “percorso della salute” ( 2 km. sterrati dotati di panche, fontanino, area di sosta ed attrezzi per esercizi a corpo libero) parallelamente a Via S. Ormisda, tranquilla strada di bonifica nel cuore della pianura da sempre utilizzata da podisti, mezzofondisti ed amanti della passeggiata e dello sport all’aria aperta, i quali l’hanno appunto ribattezzata con tanto di scritta rossa a terra “Via dello Sport” ! Saprà il Consorzio di Bonifica dare finalmente risposte concrete nel merito ? Parafrasando una celebre espressione storica, “ai posteri l’ardua sentenza …” !
Tonino Atella






























