Il commercialista Giuseppe De Benedictis lo aveva preannunziato ad ottobre 2021 quando, rivolgendosi all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato di Roma, alla Corte dei Conti di Campobasso ed all’Autorità Nazionale Anticorruzione della Capitale, fece notare ipotetico danno erariale da parte del Comune di Venafro in materia di riscossione dei consumi idrici per le annualità pregresse.
Un sospetto quello del commercialista venafrano, che oggi è diventato certezza. Lo si apprende leggendo la deliberazione numero 106 del 2022 della Sezione di Controllo della Corte dei Conti di Campobasso che a pagina 60 parla di “un significativo debito – del Comune guidato dall’avvocato Alfredo Ricci – nei confronti dell’Azienda Speciale Regionale Molise Acque” pari a 3milioni e mezzo di euro.

Se a gennaio 2022 l’importo era pari a 2milioni 676mila euro oltre l’IVA, a distanza di quattro mesi il debito è cresciuto per via del mancato pagamento di fatture per forniture idriche successive a quelle di un accordo di rateizzazione stipulato tra il Comune di Venafro e Molise Acque.
Basti pensare che solo nel mese di febbraio l’ente locale avrebbe dovuto adempiere al pagamento di 1.529.915,33 euro.
Il mancato pagamento di tale massa debitoria attesta, secondo la Corte dei Conti, “la sostanziale assenza degli equilibri di cassa”.
Situazione di cui la Giunta comunale non poteva non conoscere e che ha indotto la Corte dei Conti a non approvare il riequilibrio in quanto il Comune di Venafro ha registrato un costante peggioramento del disavanzo portando i debiti fuori bilancio a raggiungere un importo quattro volte superiori rispetto a quelli indicati nel piano come ancora da finanziare nel 2022, oltre alle somme aggiuntive relative ai contenziosi definiti con pronunce esecutive, sebbene non definitive.






























