
Volantini stampati con soldi pubblici della Asrem regionale sono distribuiti a Venafro. Il contenuto inneggiante alla massima partecipazione, ad un incontro con l’ex presidente Michele Iorio previsto per domani 2 marzo presso la sala sindacale del S.S. Rosario di Venafro, per discutere dei problemi della sanità molisana, “in ragioni di situazioni che ne possono compromettere gravemente la funzionalità”. Tali volantini, presumibilmente stampati all’interno del nosocomio di Venafro con carta e toner di proprietà della collettività sono stati diffusi in un gran numero di copie. Se stampati all’interno dell’ospedale si potrebbe ravvedere un grave illecito, ma è il minimo.

Nella sostanza, le parti sindacali che preferiscono discutere con l’opposizione regionale (Michele Iorio) e non con il presidente in carica (l’unico che in questo momento può opporsi alle decisioni governative con l’ausilio dei rappresentanti parlamentari) la dice lunga sui presupposti di chi vuol salvare la sanità, ma soprattutto il posto di lavoro, chiedendo salvaguardia a chi ha provveduto “illo tempore” a procurargli tale ricco posto fisso. Cosa si chiede a Iorio e con quali poteri, oltre alla strumentalizzazione politica?
Si chiede di intervenire per salvare quello che insieme ai sub commissari per ben tre anni Iorio aveva garantito e non mantenuto. Le premesse pre elettorali ai tempi delle elezioni sindacali di Nicandro Cotugno. Ai tempi delle grandi manifestazioni e cortei per salvare il S.S. Rosario dalla chiusura che poco ha potuto fare l’allora presidente Iorio che ne aveva la facoltà, e oggi oltre al “pour parler” quali speranze possono essere riposte nell’ex presidente?
Sono cambiate le responsabilità, che lasciate a Frattura nel mare magnum di eredità fallimentari, C’è chi spera, possa ritornare il grande feudo politico distrutto dopo un ventennio dalle elezioni che hanno portato Frattura con il 70% dei consensi alla guida della regione.
Pensieri di vecchi sudditi della politica, a cui proprio nella sanità hanno trovato la loro ricchezza, poco inclini ai cambiamenti che possano intaccare minimamente la posizione ottenuta anche per il miglioramento delle prestazioni sanitarie. Si possono ergere a salvatori della patria proprio questi personaggi che hanno comunque offerto il loro contributo al grande indebitamento della sanità molisana?
Ben vengano le manifestazioni popolari a salvaguardia della sanità pubblica, sprofondata nel baratro della incostituzionalità, a favore della privata, ma la volontà di cambiamento, quella che esula dalle mere speculazioni politiche, stenta a decollare, con il Ministero della Salute che nel corso degli ultimi anni ha spedito sub commissari che non sono stati in grado di fare una minima salutare programmazione, ma si sono accaniti nel Molise con tagli indiscriminati da terzo mondo, su servizi e ospedali, scaricando le colpe, come avviene in questi casi, sull’ultimo arrivato.
Reporter One





























