L’ennesimo, durissimo sfogo di Pasquale, “il baraccato” di Venafro per un anno costretto a vivere con la moglie Paola, invalida e cieca civile, in una baracca tra gli oliveti del Campaglione, e da un mese per fortuna ospite in un caravan nello stesso oliveto grazie agli interventi dei privati di Campania e Molise. Lo sfogo dell’uomo resta comunque nei canoni della civiltà e della correttezza, in linea con gli atteggiamenti sin qui tenuti dalla coppia.

baraccati big 1

 

 

“Un antico detto -attacca Pasquale- cita “Campa cavallo che l’erba cresce … !”, che sta a significare l’ineluttabile andamento delle cose e delle faccende umane senza effetto alcuno, nonostante parole, promesse e programmi. Ebbene il detto calza a pennello con le nostre ultimissime vicende che mi piace ricordare. Il 17 gennaio scorso assieme al movimento “I Venafrani per Venafro” e ad altri cittadini comuni abbiamo spento la significativa candelina su una torta con la scritta “I^ Candelina al Campaglione, sperando sia l’ultima” per sottolineare il nostro primo anno di permanenza nella baracca tra gli oliveti ; dopo pochi giorni è venuto da noi l’assessore alle politiche sociali della Regione Molise, Petraroia, promettendo interventi immediati. Ancora qualche giorno e finalmente al Comune di Venafro grazie al citato Petraroia c’è stato un tavolo tecnico con Regione Molise, Comune Venafro, Iacp Isernia e Ambito Territoriale di Zona per vagliare la nostra situazione e concordare iniziative da assumere. Da allora però non è successo alcunché da parte delle istituzioni pubbliche, che continuano a ritardare il benché minimo intervento per risolvere definitivamente il nostro caso abitativo. Non intendiamo fare polemiche né gettare la croce dei ritardi, delle responsabilità e delle inadempienze su alcuno, ma la realtà è purtroppo questa : la persistente assenza delle istituzioni pubbliche, ossia Regione Molise, Comune Venafro, Iacp Isernia e Ambito Territoriale di Zona di Venafro, che continuano a ritardare qualsiasi intervento nei nostri confronti. Probabilmente staranno decidendo il da farsi ma intanto, se non c’era l’azione bellissima ed impagabile di tanti privati e volontari del Molise e della Campania che pubblicamente ringraziamo e che ci hanno messo a disposizione un caravan in cui viviamo una condizione logistica decisamente migliore rispetto alla precedente, se non c’erano i privati e i volontari -dicevo- noi ancora staremmo a vedercela col detto <campa cavallo che l’erba cresce …>, vivendo nell’impossibile e gelida baracca metallica”. A proposito, come va la vita nel caravan ? “E’ tutt’altra cosa ! Siamo sempre privi di wc, ma quanto meno abbiamo allacciato l’energia elettrica, per cui viviamo e dormiamo al caldo nella roulotte. Di tutto questo dobbiamo ringraziare, mi piace ribadirlo ancora una volta, esclusivamente volontari e privati di Venafro, Isernia, Roccaravindola e Portici nel Napoletano.  Perciò restiamo sempre in attesa  dell’intervento delle istituzioni, a meno che non si pensi che ogni nostro problema abitativo sia stato definitivamente risolto. Così non è, la Regione Molise e gli altri enti ed uffici interessati lo sanno benissimo, per cui continuiamo ad attendere i loro indispensabili interventi”.

Tonino Atella

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