Venafro, un tempo fulcro di iniziative e partecipazione civica, si trova ora nel silenzio assordante del Consiglio Comunale riguardo al nuovo piano sociale regionale. Questo silenzio è preoccupante e riflette una realtà complessa: ci sono coloro che non comprendono appieno la situazione, altri in cerca disperata di incarichi professionali e/o imprenditoriali per garantire la propria sussistenza, e molti che temono l’esposizione pubblica per proteggere le proprie famiglie e professioni. È scandaloso osservare come una comunità venga privata di un ulteriore presidio di sostegno sociale nel più totale silenzio .

Il sindaco Ricci, pur esprimendo la sua protesta, lo fa con una cautela che sembra suggerire un timore reverenziale nei confronti di un governo , il suo, quello di centrodestra. Altri per partito preso sostengono la consigliera di Pozzilli rinnegando tutto e tutti. Alcuni consiglieri-assessori comunali condividono la preoccupazione del primo cittadino, ma anche loro scelgono il silenzio, contribuendo a un clima di immobilismo che giova solo a pochi privilegiati.
Qualcuno/a, è in cerca di collocazione o di sostegno per le prossime elezioni comunali e quindi è alla ricerca di qualche “sponda utile” alle proprie ambizioni e/o esigenze politiche e non!
Si è disposti a tutto .
A tradire, a “vendere” e a “vendersi”!
In questo contesto, ci si domanda chi possa essere un’alternativa valida a Ricci se la minoranza in particolare applica sistemi di vecchio stampo con logiche a dir poco da prima Repubblica?
Se non si attuano cambiamenti significativi, il rischio è quello di ritrovarsi governati da forze deleterie, capaci di compromettere ulteriormente il territorio. È inquietante constatare come questo scenario venga ignorato da gran parte della popolazione, mentre la politica continua a seguire una logica che non considera il bene comune, ma solo interessi personali e prettamente di parte.

Redazione

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