di Redazione
Pubblichiamo la nota che Piazzette R(i) esistenti ha inviato anche al Sindaco di Venafro e l’intero Consiglio Comunale circa la situazione difficile che insiste in città. Idee, proposte, progetti interessanti a cui bisognerebbe dare un minimo di riscontro e alle quali, invece, nonostante una prima richiesta in tal senso, nessuno ha dato risposte.
” Lunedì 16 ottobre 2023, presso le “case popolari” in Via Quinto Orazio Flacco a Venafro si è tenuta la seconda assemblea di Piazzette R(i)esistenti. Erano presenti circa 25 cittadini. Sono stati trattati vari argomenti, tutti spontaneamente proposti dai cittadini che hanno voluto partecipare. Inoltre sono state raccolte altre testimonianze prima e dopo l’assemblea stessa.
Dopo l’assemblea si è provveduto a redigere un verbale nel quale sono elencate le varie problematiche dell’area delle “case popolari” di Via Q.O. Flacco. Sono emerse le istanze che evidenziano una serie di criticità strutturali, caratterizzate da una significativa mancanza di servizi. Vi elenchiamo i problemi ritenuti più rilevanti e alcune proposte raccolte in seno all’assemblea.
1. Sporcizia diffusa. I cittadini presenti erano concordi su un fatto: le strade vengono spazzate di rado, e, dalle ampie aiuole non sono rimossi i rifiuti. Nonostante alcuni cittadini si adoperino nella rimozione dei rifiuti, resta evidente la presenza diffusa di carta, bottiglie di plastica e immondizia di altro genere, sia sulle aiuole, sia nei piazzali. Abbiamo inoltre appurato l’esistenza di una “disputa” tra Comune di Venafro e Istituto Autonomo Case Popolari su di chi debba effettuare, e dunque garantire, la pulizia delle suddette aiuole: il comune pare attribuisca tale competenza allo IACP, mentre lo IACP, per converso, individua nel Comune di Venafro il soggetto tenuto ad assolvere tali funzioni. Intanto il problema resta irrisolto e le sue dimensioni non possono che aumentare. Si nota inoltre una totale assenza di cestini per i rifiuti e per le deiezioni canine. L’assemblea constata un’assoluta priorità: chiedere al Comune di Venafro e allo IACP di trovare una soluzione che garantisca la pulizia delle aiuole e una pulizia più frequente delle strade. Si richiede che siano istallati il prima possibile cestini per la raccolta di rifiuti e deiezioni canine. In prospettiva, si potrebbe valutare la seguente ipotesi: favorire l’auto-organizzazione dei cittadini, facilitando la costituzione di una cooperativa di comunità che si occupi della pulizia e del decoro delle aree urbane; in tal modo si potrebbero ottenere i seguenti risultati: ridurre l’aliquota della Tari; garantire interventi costanti sul territorio; consentire a qualche cittadino di avere una piccola entrata economica; alleviare, seppur di poco, la pressione fiscale sui cittadini dell’area. L’assemblea ritiene che la messa a dimora del pioppo potrebbe essere un atto immediato, dal grande valore simbolico, un gesto di attenzione e premura nei confronti degli abitanti di un’area che, il più delle volte, si sentono considerati cittadini di serie B. Nel perimetro entro il quale il è stato tagliato il vecchio pioppo si concentrano, ormai da anni, molti rifiuti. Tali rifiuti, congiuntamente al moncone del vecchio albero, rivelano una condizione di totale abbandono dell’area e ne amplificano inevitabilmente la percezione.
2. Sfalcio dell’erba. i residenti che hanno preso parola durante l’assemblea hanno constatato la seguente carenza: lo sfalcio dell’erba viene effettuato raramente e in maniera approssimativa. Marciapiedi e strade sono stracolmi di erbacce. Nonostante l’intervento sia stato effettuato di recente, la costante proliferazione di erba danneggia vistosamente i marciapiedi. Come per il caso relativo alle aiuole, si pone un problema di attribuzione della competenza tra lo IACP e il Comune di Venafro.
Come per il punto uno, si conferma la volontà di richiedere, sia al Comune di Venafro, sia allo IACP, un impegno congiunto e programmatico, che consenta ai cittadini di vivere in una condizione quantomeno decente. Alcuni segnalavano alcuni metodi (con macchinari a vapore, ad esempio) che intervengono sulle radici, favorendo una diminuzione degli interventi. Al pari del punto 1 (Sporcizia diffusa), la costituzione di una cooperativa di comunità potrebbe, in prospettiva, risolvere il problema in maniera definitiva, garantendo un beneficio diffuso.
3. Mancanza di aree verdi (attrezzate). In tutta l’area non sono previsti giardini pubblici e gli alberi tagliati non sono mai stati sostituiti. La rimanenza sul suolo di rami secchi e di ciò che resta degli alberi tagliati è certamente diseducativo. L’ampia area verde lungo Via Publio Ovidio risulta completamente abbandonata. Il grande pioppo tagliato 5 anni fa non è mai stato sostituito e l’area che lo ospitava è diventata un grande contenitore di rifiuti. Essendo quest’ultimo un luogo di incontro, di socialità – non a caso sono presenti delle panchine – si ritiene fondamentale mettere a dimora un nuovo pioppo, non solo per una questione di decoro, ma soprattutto per una motivazione sociale: gli abitanti delle case popolari devono poter vivere serenamente i propri luoghi e devono sentirsi invogliati, incentivati, a condurre la propria vita di comunità in armonia con il proprio spazio. Oggi, questo fondamentale equilibrio pare compromesso.
4. Assenza di luoghi di incontro. È evidente l’assenza di un luogo entro il quale incontrare persone e socializzare, un luogo che consenta di vivere serenamente i propri momenti di svago: guardare la televisione in compagnia, giocare a carte con altri abitanti del quartiere e – cosa ancora più importante – ridurre la distanza generazionale che separa anziani e giovani. Mentre aumenta il senso di solitudine e inadeguatezza dei primi, i secondi non hanno la possibilità di condividere ed ereditare tradizioni, costumi, aneddoti, esperienze, conoscenze. Il rischio è che le case popolari si consolidino come un luogo senza identità: un quartiere dormitorio. Da tutto ciò ne deriva l’impossibilità di intraprendere e consolidare buone pratiche – doposcuola sociale, gruppi di lavoro per la manutenzione dell’area, corsi di informatica etc. Le persone più anziane, a partire dalle proprie condizioni di isolamento, rivelano la necessità acquisire competenze digitali di base: app di messaggistica; utilizzo della posta elettronica; creazione di un proprio profilo social. Ad amplificare lo scoramento e la frustrazione prodotti da questa inaccettabile condizione è, senza dubbio, la presenza di locali vuoti e abbandonati, ai quali potrebbero essere assegnate destinazioni utili a risolvere le problematiche suindicate. L’assemblea ritiene essenziale che l’amministrazione comunale di Venafro valuti la seguente proposta: creare e consolidare un canale di interlocuzione con lo IACP, per comprendere se almeno uno dei locali inutilizzati presso le case popolari possa essere messo a disposizione dei singoli cittadini e/o delle associazioni, al fine di implementare attività ludiche e sociali – doposcuola sociale, gruppi di lettura, corsi di informatica base etc.
5. Mancanza di aree per l’attività ludica dei bambini; assenza di aree per lo svolgimento delle attività motorie. All’assenza di luoghi di incontro al chiuso va aggiunta la mancanza di aree esterne, con aree giochi per bambini, aree alberate, campetti dove svolgere attività sportive. Molti genitori infatti lamentano la mancanza di aree idonee per i più piccoli e ammettono la difficoltà – vista l’assenza di un servizio di trasporto urbano – di raggiungere la villa comunale. La villa comunale, difatti, resta l’unico spazio in cui i bambini possono giocare liberamente. A partire da questo tema di dibattito (punto 5) sono maturate numerose ipotesi. Sono molteplici le proposte da tenere in seria considerazioni. Se formulate organicamente, entro una prospettiva d’insieme, tali proposte potrebbero costituire un significativo progetto di rivalutazione delle case popolari:
1) Progettare e creare un’area giochi per bambini.
2) Progettare e creare una area dedicata all’ “outdoor fitness” – tale formula è stata adottata anche dai comuni limitrofi più piccoli –, recuperando l’area (attualmente abbandonata) che costeggia Via Publio Ovidio e prevedendo, inoltre, la messa a dimora di alberi ad alto fusto, al fine di disporre di un’area alberata, fruibile da tutti i cittadini.
3) Ripristinare il vecchio campetto. Il progetto potrebbe includere un campo da basket tre
contro tre e un campo da calcio tre contro tre. Entrambi i campetti occuperebbero poco spazio e potrebbero rivelarsi una fonte di attrazione per coloro che non vivono nel quartiere. Ciò favorirebbe l’interazione tra quartieri e aree urbane che non hanno mai stabilito alcuna interazione, rompendo l’isolamento delle case popolari e dei quartieri limitrofi. Queste strutture potrebbero essere gestite dai residenti. Costoro, costituendosi
in associazioni, sarebbero in grado di favorire un accesso alle strutture con orari compatibili alla frequenza scolastica, con modalità che non arrechino inoltre disturbo ai residenti.
4) Progettare e creare di un Giardino con alberi da frutta e orti urbani didattici lungo il
San Bartolomeo, finanziabile con i vari fondi messi a disposizione dalla comunità europea per i parchi fluviali.
6. Mancanza di servizi per il trasporto pubblico. L’area delle case popolari non è assistita da nessun servizio di trasporto pubblico. Il solo servizio ad essere garantito è il trasporto degli studenti, che a molti pare essere assolutamente inadeguato, visti i mezzi vetusti nei quali i bambini devono prendere posto. Poiché nel quartiere vivono molti anziani, persone con difficoltà motorie e numerose madri che non dispongono di mezzi di trasporto propri, costituire un servizio navetta pare essere un’assoluta priorità.
Dopo aver redatto il verbale d’assemblea, sono state formulate ulteriori osservazioni. Un cittadino segnalava il progetto di un’azienda che si occupa di comunicazione. Quest’ultima, in cambio dell’autorizzazione del Comune alla raccolta pubblicitaria, fornisce gratuitamente mezzi per trasporto per disabili e per persone anziane con difficoltà motorie. Piazzette Riesistenti valuterà la validità e la fattibilità di questa formula ed eventualmente la riproporrà all’amministrazione comunale.
7. Difficoltà economica diffusa. Il disagio sociale ed economico certificato dalle testimonianze costituisce un tema da affrontare nell’immediato. Senso di abbandono e difficoltà economiche sono molto diffusi; numerose madri ci segnalavano le difficoltà nell’acquistare i libri di testo, il materiale didattico e gli strumenti per consentire ai propri figli di frequentare adeguatamente le scuole primarie e secondarie. Esse evidenziavano l’estrema difficoltà – non solo per i propri figli, ma anche per sé stesse di sostenere visite mediche da privati (dentista, oculista etc.).
Molti genitori non sono inoltre informati dei vari bonus a cui poter attingere e hanno mostrato un certo pudore a rivelare la loro situazione sociale.
Vista la gravità della situazione, si reputa riflettere amministrazione comunale, associazionismo e cittadini dovrebbero coordinarsi per supportare in ogni modo queste famiglie che in quella zona, e in tutto il territorio comunale, vessano in situazioni di grossa criticità economica e sociale. Inoltre crediamo che per alleviare il senso di abbandono che vivono i residenti della zona e permettere a molte persone ad accedere più facilmente ad informazioni e ai servizi sociali, si potrebbe valutare l’idea di spostare gli uffici dell’Ambito territoriale sociale presso uno dei tanti locali vuoti ed abbandonati della zona, chiedendo un accordo per l’uso gratuito allo IACP.
8. Questione sanitaria. In tanti ci segnalano che nella zona la frequenza di malattie oncologiche sia molto alta, con conti molto banali ci rendiamo conto che la media è molto più alta di quella nazionale, soprattutto per alcune patologie ai polmoni. Purtroppo la mancanza di un registro dei tumori non ci permette di avere questo dato come ufficiale. Supponiamo, dopo aver interpellato esperti in materia, che per una questione di microclima e particolare situazione della ventosità locale, in quell’area si concentrerebbero le particelle inquinanti presenti nella valle di Venafro.
Oltre che chiedere all’amministrazione di sollecitare con forza l’amministrazione regionale sulla questione del registro dei tumori, crediamo che un progetto ampio di messa a dimora di alberi ad altro fusto potrebbe essere utile a creare correnti ascensionali che permetterebbero a particolato e nano particelle di concentrarsi di meno in quell’area e disperdersi in un zona più vasta, incidendo in maniera inferiore sulla salute dei residenti.
9. Rapporti con IACP. Visto che in tanti ci segnalano che non vengono effettuate manutenzioni ordinarie ne negli spazio comuni ne negli appartamenti, che il mancato invio dei bollettini di pagamento della retta di locazione stanno creando un accumulo di morosità che, vista la situazione, in tanti non riusciranno a liquidare, vista la disputa tra amministrazione comunale e IACP sulla pulizia e manutenzione delle aree esterne e vista l’esigenza di usufruire dei vari locali chiusi, di proprietà dello IACP, per scopi sociali e per creare servizi nell’area, è essenziale attivare un tavolo di confronto permanente tra amministrazione comunale e IACP per monitorare e trovare le soluzioni ai vari problemi che attanagliano l’area con più attenzione e celerità.”
In conclusione – Piazzette Riesistenti chiede un incontro con il Sindaco o con un eventuale delegato, per discutere dei temi emersi da questa seconda assemblea e dalla prima assemblea, visto che non abbiamo ricevuto alcun riscontro alla nostra relazione-richiesta d’incontro (protocollo 11/10/2023 n° 0020759) indirizzata al Sindaco e per conoscenza a tutti i consiglieri comunali.
Contattare il portavoce pro tempore Carmine Pietrangelo 338 5427124 carminepietrangelo77@gmail.com.




























