Una data, quella del 26 luglio 1805, che i venafrani del terzo millennio non dimenticano affatto. Quel terribile giorno di 217 anni orsono la città venne investita dal devastante terremoto con epicentro tra Macchiagodena e Boiano nel massiccio del Matese, altura a cavallo tra Molise e Campania, fenomeno che oltre a distruggere tantissimo procurò oltre 5mila vittime. Venafro, pur riportando danni consistenti al patrimonio abitativo, non accusò morti e di tanto la città continua ad essere grata al proprio Patrono San Nicandro, che nella circostanza protesse la città secondo la ferma convinzione dei venafrani di ieri e di oggi. In ragione di tanto i venafrani in serata (h 19.00) porteranno in processione il venerato Busto argenteo di San Nicandro, mettendoselo in spalla dalla Chiesa dell’Annunziata, attraversando buona parte dell’abitato e raggiungendo la Cattedrale dove verrà celebrata la Santa Messa di ringraziamento. Quindi rientro all’Annunziata, con l’assoluta certezza che San Nicandro continuerà ad essere vicino alla collettività venafrana aiutandola nel progresso e nella crescita futura.

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