di T.A.

E I GIOVANI NON SORRIDONO AFFATTO 

“Viviamo a Venafro, quarta città del Molise per estensione e numero di abitanti -11mila circa-, ma siamo privi di teatro, di una sala cinematografica, di una struttura pubblica per noi che stiamo crescendo e di tanti servizi socio/culturali in genere. Qui si vegeta più che vivere e ciononostante non si parla di attrezzare adeguatamente la città per tutte le fasce di età, compresi noi giovani che chiediamo unicamente i nostri diritti, ossia le necessarie opportunità per un’esistenza al passo coi tempi moderni”. E’ lo sfogo che a Venafro é facile raccogliere tra i giovani ambosessi, il più delle volte inchiodati alla più deleteria delle inoperosità nelle ore libere dallo studio appunto perché non trovano alcunché da fare nella loro città. “Non è bello asserirlo -è ancora l’esternazione di tanti ventenni/trentenni ambosessi- ma Venafro offre pochissimo a noi giovani in tema di associazionismo, strutture sociali per il tempo libero, servizi culturali e via di questo passo. Non un solo locale dove incontrarsi, promuovere cultura ed impegnare utilmente le ore della giornata libere da studio ed impegni scolastici. Per vederci e stare assieme, restano i locali pubblici la sera e nulla più ! A tanti di noi invece piacerebbe attivarci, impegnarci e promuovere confronti, dibattiti, arte, musica, letteratura, pittura ed altro, ma siamo impossibilitati a farlo a causa dell’assenza assoluta delle istituzioni pubbliche al riguardo”. Disamina purtroppo veritiera ! Un’idea, sperando che sia possibile concretizzarla nel medio termine : nelle more della ristrutturazione dell’ex Palazzo di San Francesco in piazza Merola, ampia struttura pubblica che ci si augura venga destinata proprio a quanto i giovani venafrani chiedono e si attendono ossia teatro, sala multiuso per convegni, musica ed arte in genere, nell’attesa che tanto avvenga -si scriveva- perché non mettere periodicamente a disposizione gratuita dei giovani la Palazzina Liberty di proprietà comunale ? Attualmente per accedervi c’è da versare un consistente canone di fitto al Comune di Venafro, aspetto che impedisce a ventenni e trentenni di servirsene per i loro hobby socio/culturali, in una parola per crescere adeguatamente. Dal che purtroppo la forzata e dannosa loro inoperosità continuativa e quotidiana, tanto deleteria per la migliore crescita personale. Ed allora, in attesa che altro a Venafro maturi e giunga finalmente in porto, non appare affatto  da scartare l’idea della gratuità periodica della Liberty quale rimedio seppure parziale alle motivate richieste delle generazioni future della città. Potrebbe essere un utile e vantaggioso deterrente al forzoso “dolce far nulla”, sperando ovviamente in tempi migliori e diversi per le future generazioni venafrane. 

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