L’ex parlamentare del Pd sta lavorando al ricorso contro la nuova legge elettorale regionale in qualità di avvocato e semplice cittadina. Ricordiamo che la riforma è stata votata e voluta dall’allora maggioranza di centro-sinistra guidata da Frattura. Sono diversi i punti che non convincono la Venittelli, ma il principale riguarda l’incompatibilità introdotta fra l’incarico di Assessore e la carica di Consigliere.
Secondo l’avvocato termolese questo meccanismo rappresenta una stortura che aumenta i costi della politica e crea la figura dei Consiglierei a tempo determinato. Secondo la Venittelli i Consiglieri supplenti non sono liberi e il loro mandato puo’ terminare se uno degli Assessori decidesse di dimettersi o se Toma volesse apportare dei cambiamenti nell’esecutivo regionale. Al Molise non è stata eccepita alcuna incostituzionalità dell’articolo sull’incompatibilità fra membri del potere esecutivo e quelli del legislativo. Insieme al Molise anche la Lombardia ha i Consiglieri supplenti. Altro punto su cui punta il dito l’ex onorevole riguarda il premo di maggioranza e il collegio unico. Il ricorso sarà presentato prima della pausa estiva.
Laura Venittelli, oggi, non ricopre nessun ruolo politico, alle scorse elezioni politiche gli elettori molisani non gli hanno rinnovato la fiducia. Il ricorso che intende presentare, va contro il suo stesso partito, il Pd, che ha votato la legge in questione senza porsi minimamente il problema dei Consiglieri e degli Assessori. Lo stesso Frattura ha votato a favore.
Il famigerato articolo 19 ha introdotto l’incompatibilità della carica di Assessore con le funzioni di Consigliere: è il cosiddetto ‘consigliere sospeso’, durante l’incarico in Giunta, sarà sostituito da un ‘supplente’, il primo dei non eletti nella lista dell’assessore. La riforma della legge elettorale fu votata il 28 novembre 2017, con 11 voti favorevoli e 5 contrari espressi da Antonio Federico e Patrizia Manzo (M5S), dall’ex capogruppo del Pd Massimiliano Scarabeo (oggi nel gruppo misto), dall’esponente di Mdp Francesco Totaro (oggi LeU) e dalla Consigliera Angela Fusco Perrella (Movimento dei Sovranisti).
Michele Iorio e Nicola Cavaliere sono usciti dall’Aula, Michele Petraroia non ha partecipato al voto, così come uno dei firmatari della legge, Pippo Sabusco. La maggioranza guidata Frattura, nonostante i malpancisti e le diversità di vedute riuscì a trovare la quadra e consegnare al Molise una nuova legge elettorale.
Impugnare la legge ora, più che un bene per i molisani, si rivela un’operazione propagandistica e, passateci il termine, populista. Una mossa quella dell’ex parlamentare, forse inaspettata, che potrebbe avere come obiettivo quello di riacquistare il consenso perduto.






























