Sul tema sicurezza ad Isernia il clima è rovente e da più parti si richiede l’uso delle telecamere per contrastare i fenomeni legati alla criminalità. La stazione, il terminal bus, il monumento ai caduti, la villa comunale e l’area del centro storico sono tra le zone più sensibili che necessitano di controllo costante. I cittadini pretendono più attenzione e incisività per contrastare furti, spaccio di stupefacenti, vandalismo ed altri reati predatori.

Fatta questa premessa occorre fare un passo indietro al 10 dicembre 2014 quando, l’ex sindaco Brasiello, presentò alla stampa, nei locali della Polizia Municipale di Isernia, la centrale operativa del servizio di videosorveglianza. Brasiello affermava: “la sorveglianza è finalizzata soprattutto alla sicurezza dei cittadini, con assoluto riguardo per la riservatezza e nel totale rispetto delle prescrizioni del garante della privacy. Un servizio h24, sperimentato già dalla data della visita di Papa Francesco, e attivato ufficialmente in concomitanza dell’inizio della raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta” .

L’ing. Massimo Carmosino, responsabile del progetto, disse: “Le telecamere sono ventidue, ma presto la videosorveglianza verrà potenziata e perfezionata. Il controllo è indirizzato verso alcuni punti nevralgici della città e si realizza secondo i sistemi di connessione in rete di Telecom Italia, che garantisce anche la manutenzione”.

Il costo complessivo delle installazioni e dell’allestimento della centrale è stato di 80mila euro. Il sistema di videosorveglianza è fuori servizio. Le videocamere dovrebbero essere attive 24 ore su 24 e registrare tutto quanto accade nelle zone in cui sono dislocate. Il personale comunale individuato per la sorveglianza dei monitor era stato adeguatamente formato con un corso su tutta la normativa che riguarda la privacy e l’acquisizione dei dati sensibili?

Ecco l’elenco dei punti dove sono ubicate le telecamere, fornito tre anni fa dall’ingegnere Massimo Carmosino, responsabile del servizio:

– Località Acqua Solfurea (sede del V settore del Comune di Isernia): 2 telecamere;
– Ponte San Leonardo: 1 telecamera;
-Via XXIV Maggio (confluenza con corso Garibaldi): 1 telecamera;
– Via XXIV Maggio (incrocio con via Petrarca): 1 telecamera;
– Via XXIV Maggio (nei pressi del Comando di polizia municipale): 1 telecamera;
– Piazza della Repubblica: 2 telecamere;
– Via XXIV Maggio (altezza via Enrico D’Isernia, nei pressi del Comando della Guardia di Finanza): 1 telecamera;
– Corso Garibaldi (altezza piazza Tedeschi, nei pressi del tribunale e della villa comunale): 2 telecamere;
– Via Occidentale (altezza ponte Cardarelli): 1 telecamera;
– Via Occidentale (altezza via S. Ippolito): 1 telecamera;
– Corso Marcelli (altezza chiesa di San Pietro Celestino): 1 telecamera;
– Via Roma (altezza sede comunale): 1 telecamera;
– Via S. Spirito (altezza via Saragat): 1 telecamera;
– Corso Risorgimento (altezza Piazza Michelangelo, ex scuola Ignazio Silone): 1 telecamera;
– Corso Risorgimento (altezza via Umbria, nei pressi della nuova rotatoria in fase di costruzione): 1 telecamera;
– Viale dei Pentri (altezza corso Risorgimento, nei pressi della rotatoria di Isernia Nord): 3 telecamere;
– Auditorium Unità d’Italia: 5 telecamere, dislocate lungo l’intero perimetro

Nel sottopassaggio a quanto pare ci sono solo i cartelli che indicano la scritta area sottoposta a videosorveglianza, ma di videocamere neanche l’ombra.

Un progetto costato oltre 80mila euro ma che di fatto non è mai entrato in funzione. Tante chiacchiere e idee poco chiare, per questo il progetto della videosorveglianza sembra essere in un lungo letargo in attesa di tempi migliori. Non sempre l’uso delle telecamere può rappresentare la strada migliore da percorrere, ma allo stesso tempo può essere un aiuto importante per le forze dell’ordine nell’individuare gli autori dei crimini.

Inutile tediarvi ora con la storia del Patto per la Sicurezza, questo è un’altra vicenda molisana divenuta un enigma offuscato da una fitta nebbia. Prima o poi qualcuno si degnerà di informare i molisani e fare il punto della situazione, visto che il progetto è costato di 2 milioni e mezzo di euro.

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