In ogni “partita” c’è chi vince e chi perde. Fa parte del gioco della vita e della storia dell’uomo sin dalla notte dei tempi. E le stesse elezioni regionali molisane appena concluse non sfuggono a siffatto diktat. Vediamo allora da vicino quanto successo e quanto hanno scritto e “crociato” i molisani nei seggi regionali. Partiamo dai vincitori. In testa l’ensemble del centrodestra di Roberti, neo prossimo presidente della giunta regionale grazie al 63,01 % dei consensi messi assieme dalle liste che lo sostenevano. E tra siffatte liste come non rimarcare il dato superiore al 20% di Fratelli d’Italia, rivelatosi il primo partito della coalizione e dell’intero Molise, scalzando da tale poltrona il M5S, nel 2018 in vetta solitaria col 25% dei voti dei molisani e cinque rappresentanti nel consesso regionale ed oggi letteralmente collassato al 7% e due soli esponenti eletti. Ecco, volendo individuare uno sconfitto in questo turno elettorale è proprio M5S che viene fuori ! In effetti, restando nel centrosinistra fermatosi complessivamente al 35,54% dei voti dei molisani e per cercare d’individuare le ragioni della sconfitta, mentre il PD porta in consiglio -seppure in minoranza- tre rappresentanti e Costruire Democrazia -altro team a sostegno di Gravina- ne elegge due, è soprattutto la debacle, l’implosione pentastellata a spiegare la ragioni della sconfitta a sinistra. Così come va dato atto a Gravina di aver riportato il maggior numero di consensi nel capoluogo di regione. Il sindaco di Campobasso cioè ha fatto la sua parte, altri dei suoi no ! Ed ecco venir fuori l’ennesimo quinquennio amministrativo dagli scanni dell’opposizione. Ma torniamo ai vincitori. Fratelli d’Italia magnificamente in testa nelle preferenze dei molisani, i quali mandano nell’assemblea amministrativa regionale ben quattro esponenti del partito della Meloni. Segue Forza Italia con tre, Il Molise che vogliamo e Noi Moderati con due, mentre uno ciascuno ne hanno Popolari per l’Italia e Lega. Il nuovo governo del Molise ? Al momento difficile dirlo (ricordiamo che cinque sono i posti in giunta), ma certo è che qualcosa in più andrà a FdI, seguito a quota da FI. Un tantino di meno a Il Molise che vogliamo e Moderati. Da vedere il ruolo nell’esecutivo di Popolari e Lega. In chiusura altro sconfitto, senza mezzi termini : Venafro, purtroppo ! Di venafrani ne erano candidati in dodici nei due schieramenti di vertice (“Io non voto” non presentava venafrani) ed alla fine gli oltre 7mila elettori venafrani non sono stati in grado di eleggere nemmeno un solo loro rappresentante nell’assemblea amministrativa regionale ! Voti suddivisisi tra i dodici e tant’altri candidati ed alla fine è venuto fuori il “no” assoluto di venafrani nell’assise molisana ! Di uscenti ce n’erano due negli opposti schieramenti, ma questa volta niente ! Un danno per Venafro, a prescindere dal facile e sistematicamente dannoso campanilismo ? Certamente, è indubbio, checché si voglia dire ! E c’è chi, pensiamo, un sostanzioso e sostanziale esame di coscienza dovrebbe pur farlo. Nel mentre ai venafrani ed alla gente del mandamento omonimo (40mila residenti da Sesto Campano a Montenero Val Cocchiara) tocca rivolgersi a Iorio (FdI) e Passarelli (Il Molise …), gli eletti occidentali della regione, perché affrontino e risolvano i problemi a grappoli del Molise dell’ovest, parte martoriata della regione a partire dalla sanità pubblica dell’emergenza totalmente scomparsa.





























