Nel 2016 il saldo commerciale dei prodotti “made in Italy” ha registrato un valore positivo pari a 121,6 miliardi di euro: dato pressoché in linea con quanto avvenuto negli ultimi anni.
Un risultato, comunque, che “oscura” quello negativo realizzato dai prodotti manifatturieri “non made” (- 31,2 miliardi di euro) che, tradizionalmente, sono riconducibili a settori caratterizzati prevalentemente da imprese molto strutturate. È quanto emerge da uno studio della Cgia di Mestre su dati Istat, non ancora definitivi.
A trainare il settore c’è il nuovo triangolo industriale italiano: Milano, Venezia e Bologna. A livello territoriale, le Regioni protagoniste di questo straordinario risultato sono, in particolar modo, tre: il Veneto (con un saldo “made in” pari a +25,5 miliardi), l’Emilia Romagna (+ 23,6 miliardi) e la Lombardia (+21,4 miliardi). Si pensi che nel 2016 l’incidenza percentuale di queste tre realtà sul saldo commerciale Italia è stato del 58,7 per cento.
“Grazie a questo risultato – esordisce il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA – possiamo dire che il successo delle produzioni made in Italy ha disegnato il nuovo triangolo industriale del paese.
In Molise nel 2016 il valore commerciale export-import fa registrare un saldo negativo di 87,2 milioni di euro. Il volume delle esportazioni è stati pari a 147,9 milioni di euro, quello delle importazioni 235,1 milioni. Nella graduatoria nazionale il Molise si colloca alla 17 esima posizione, seguito da Calabria, Basilicata e Lazio, uniche regioni con segno ‘meno’.































