Di Christian Ciarlante
La Regione Molise non ha un assessore al turismo perché non ha una legge quadro di settore, ha eliminato gli Enti Provinciali per il Turismo, non valorizza le Pro loco, non disciplina le agenzie di viaggi, non cura l’elenco delle guide turistiche e non produce una promozione turistica. In queste tre righe è riassunto in pillole il disastro di una regione che, con il turismo, non ha nulla da condividere.
Questo è un settore che viaggia a mille all’ora e noi siamo ancora all’anno zero. Il Molise, al di fuori dei confini regionali, continua ad essere sconosciuto e non sarà, purtroppo, la bella guida di Repubblica la nostra “àncora di salvezza”. Sono stati sperperati soldi pubblici per inutili viaggi dei politici all’estero che non hanno prodotto nessun risultato.
Qualcuno fuori dal Molise sa cos’è il Museo del Paleolitico di Isernia? Ha mai sentito parlare dell’anfiteatro sannita di Pietrabbondante? Ha un’idea della bellezza dei nostri borghi antichi? Ha mai sentito parlare dell’area archeologica di Altilia-Saepinum? Questi sono solo alcuni dei gioielli che si trovano nel nostro territorio, ma difficilmente se ne sente parlare a livello nazionale.
Il turismo da queste parti è dormiente, eppure dovrebbe essere una risorsa fondamentale per la crescita della regione. Abbiamo tutte le qualità per poter attrarre nuove presenze turistiche, ma occorre il sostegno istituzionale per programmare tutta la nostra offerta. Con il modello fai da te non ci sono prospettive di sviluppo e, mentre il resto del Paese corre, noi rimaniamo indietro. Uno dei fattori che frena la corsa del turismo regionale è un’inadeguata mobilità che non permette al settore di crescere. Senza una buona accessibilità ai luoghi, è difficile fare “incoming”.
I collegamenti rappresentano una pedina fondamentale sullo scacchiere della crescita turistica. Niente strade, niente turismo: senza infrastrutture il Molise resta fermo! Le carenze infrastrutturali compromettono le potenzialità turistiche di un territorio; senza adeguati collegamenti, lo sviluppo diventa impossibile. La rete stradale regionale è in condizioni disastrose, ma questo non è un mistero; chi percorre quotidianamente le nostre arterie stradali, conosce bene il problema.
Chi viene in Molise deve fare i conti con strade dissestate e quasi impraticabili che mettono a rischio l’incolumità degli automobilisti. Come può un territorio come il nostro affrontare una stagione turistica estiva o invernale in queste condizioni? Senza adeguati collegamenti, lo sviluppo diventa impossibile. Inutile soffermarsi a parlare della rete ferroviaria: qui il livello di disastro raggiunge livelli che vanno oltre lo scibile umano. Le disavventure dei treni molisani entreranno nei libri di storia.
Il mese di giugno ha segnato un sensibile incremento di arrivi e presenze nella città di Termoli rispetto allo scorso anno. Per il momento sono ancora gli italiani a scegliere la costa molisana; tuttavia, è in aumento anche la popolazione straniera che inizia a scegliere la città adriatica per le vacanze estive. Forse questa è l’unica nota positiva in un contesto che di positivo ha ben poco.
Senza un cambio di mentalità, ogni sforzo resterà vano. Occorre rivedere il sistema: è necessario un piano del turismo regionale. Siamo una regione che ha tutto racchiuso in pochi chilometri: mare, montagna, laghi, borghi antichi, reperti archeologici, paesaggi mozzafiato, folklore, artigianato locale, gastronomia tipica, prodotti agroalimentari e tanto altro che vorremmo condividere con il mondo, ma non siamo nelle condizioni di farlo.
Al governo regionale interessa poco il settore turistico; in questi anni si è pensato più alle comparsate e alle foto di rito che a progetti e investimenti sul territorio degni nota. Il Molise, lo ripeto per l’ennesima volta, potrebbe vivere di turismo e creare occupazione stabile in un settore in costante crescita, ma purtroppo chi governa la regione non è lungimirante e non ha interesse ad investire nell’unico settore che può tirarci fuori dalla crisi.
Come ho sempre detto, “siamo una Ferrari con il motore della Cinquecento”; in queste condizioni sarà un’impresa ardua arrivare al traguardo e vincere una sfida persa in partenza.






























