di Christian Ciarlante
L’ultima disavventura per i poveri viaggiatori molisani si è verificata nella serata di ieri. Il treno Campobasso-Roma delle ore 19.38 è arrivato nella capitale con 108 minuti di ritardo. Motivo? Non è dato sapere. Continuano senza soluzione di continuità i gravissimi disagi che interessano la linea ferroviaria molisana: parliamo di veri e propri bollettini di guerra.
Arrivare a Napoli e Roma o viceversa è un’odissea quotidiana; pendolari e viaggiatori devono essere pronti a tutto, anche a cose che vanno al di là della fantasia umana. Quello che accade giornalmente sui treni regionali è ordinaria follia. Sul disastro del trasporto ferroviario in Molise sarebbe il caso di aprire delle inchieste; questo gioco al massacro deve terminare, i responsabili devono pagare per tutti i disservizi che hanno causato ai molisani.
La Regione ha pagato il debito di 90milioni di euro grazie all’intervento del governo nazionale ma ora “passata la festa gabbato lo santo”. La situazione invece di migliorare è peggiorata. La Regione è certamente corresponsabile, in senso generale, di tutto quello che accade sulla rete ferroviaria. L’assessore competente al ramo non sa più a quale santo votarsi per trovare soluzioni idonee che risolvano, almeno in parte, i disagi che subiscono i pendolari.
Con i comunicati stampa e la propaganda non si risolvono i problemi; acquistare lo “Swing” è stato un altro mezzo flop. Il nuovo treno doveva essere la cura per un paziente in condizioni critiche; invece ha finito di complicare il quadro clinico del malato. Di fronte ai problemi, Nagni da sempre la solita risposta: “lavoriamo per risolverli. La soluzione migliore sta nella ricerca del partner sul mercato”.
Il senatore Roberto Ruta ha chiesto al Governo azioni straordinarie per garantire ai molisani un trasporto ferroviario dignitoso. Lo ha fatto con un’interrogazione urgente inviata al presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni e ai ministri delle Infrastrutture, Trasporti e Finanze, oltre che ai vertici di Ferrovie dello Stato e a Trenitalia.
Senza risposte da parte dell’esecutivo, Ruta ha dichiarato: «Agirò in ogni sede, con tutti gli strumenti predisposti dall’ordinamento giuridico vigente, per tutelare i diritti dei cittadini». Il governo ballerino del premier Gentiloni, con tutti i grattacapi che ha, figuriamoci se può dedicarsi ai problemi del piccolo Molise.
Ogni anno sentiamo annunci e proclami per migliorare la nostra rete ferroviaria, ma alla fine di ogni anno i risultati sono pari a zero! E’ forse una colpa risiedere in questa regione? I molisani hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri di ogni altra regione. Per i doveri, qui lo Stato è ben presente. Per i diritti, molto meno.
Nel 2018 la patata bollette Trenitalia finirà nelle mani del nuovo esecutivo regionale. Non aspettiamoci miracoli, nessuno ha la bacchetta magica per migliorare le cose nel breve periodo. I pendolari meritano rispetto e un servizio efficiente. Non possiamo rimanere cittadini di serie C a vita!






























