Il fuoco oggi è sinonimo di codardia! I piromani agiscono nell’ombra e colpiscono al cuore il Molise. Sono settimane che la nostra regione è interessata da terribili roghi che stanno distruggendo ettari ed ettari di terreno. Sia nella provincia di Isernia che in quella di Campobasso, la mano dell’uomo ha provocato danni incalcolabili alla fauna e alla flora locale, mettendo a rischio anche l’incolumità delle persone. Nella maggior parte dei casi, dietro ogni incendio, si nasconde la ‘manina’ dell’uomo, nello specifico di soggetti che chiamiamo piromani. Sempre più spesso gli incendi sono legati alla criminalità.

Il piromane è una persona ossessionata dal fuoco che provoca incendi intenzionalmente, senza scopo di lucro. Prova tensione o eccitazione emotiva prima di appiccare l’incendio, può essere affascinato, interessato, incuriosito o attratto dal fuoco e dai cosiddetti “contesti situazionali” (le attrezzature, le conseguenze, etc.). Poi c’è la figura del piromane criminale, persona “normale” e perfettamente integrata nella società ma che spesso, dietro il gesto criminale nasconde ben altri interessi: ritorsioni contro la repressione per reati di abusivismo edilizio, bracconaggio, disputa dei territori di caccia o rivolti contro la presenza di un’area protetta.

Inutile indignarsi solo oggi per poi dimenticare tutto fino alla prossima estate. Dietro agli incendi dolosi c’è sempre una regia occulta, c’è chi muove i fili con un preciso intento di distruzione e di speculazione, malviventi pronti a devastare un patrimonio naturale senza preoccuparsi minimamente delle conseguenze. Prevenzione e repressione sono le uniche armi che abbiamo per combattere e difendere il territorio, da questi attacchi vili, posti in essere da persone che possiamo definire tranquillamente dei terroristi.

Il controllo del territorio è fondamentale e la moderna tecnologia che abbiamo a disposizione può facilitare il compito di tutti gli uomini impegnati sul campo. Molte spesso le fiamme vengono appiccate in località impervie e difficilmente raggiungibili per cui l’opera d’intervento per spegnere i roghi non sempre è semplice. La repressione è un altro aspetto importante. Piromani e mandanti vanno denunciati e perseguiti dalla magistratura penale e agli organi di polizia, ma occorrono anche leggi più severe e certezza della pena. Occorre sanzionare i responsabili sul piano economico e materiale: risarcimento dei danni, sequestro dei conti correnti, confisca dei beni.

Quanto tempo occorrerà per rimboscare, per ripristinare l’habitat naturale, per tentare di ricostituire un patrimonio di per sé irriproducibile? Il Sud è sempre l’area più colpita e questo non fa che aggravare la condizione di un’economia meridionale ancora troppo fragile e depressa che non riesce a guardare al futuro con serenità ed un pizzico di ottimismo.

Secondo molti osservatori, decidere di “smantellare” il Corpo forestale e farlo confluire nell’Arma dei Carabinieri è stata una scelta “scellerata, un errore strategico, istituzionale e politico gravissimo. Questa ennesima emergenza estiva diventa, con tutte le sue implicazioni e connivenze, la metafora di un’Italia divisa in due, dal caldo e dalle fiamme, dall’incuria e dalla criminalità.

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