di Pietro Tonti

Non si era mai visto prima d’ora un accanimento così evidente sul nostro ambiente boschivo, come quello del mese di agosto 2017 molisano. Incendi senza alcun dubbio dolosi perpetrati secondo un disegno ben strutturato, addirittura appiccati in contemporanea per destabilizzare le esigue forze dei Vigili del Fuoco e di tutto l’apparato regionale di Protezione Civile.

Evidente la mano scellerata dell’uomo che ancora oggi è intenta a distruggere ettari di vegetazione per qualche motivo a noi ignoto, ma inarrestabile. Dal 13 agosto ad oggi 24 agosto, il Molise e soprattutto la provincia di Isernia è stata interessata da decine di incendi che hanno mandato in fumo ettari di boschi ancora non quantificabili.

I danni ingenti, anche alle colture. Proprio ieri l’altro il Parco storico dell’Olivo di Venafro è stato avvolto dalle fiamme con una violenza inaudita, sono stati minati millenni di storia con gli ulivi secolari andati distrutti nel giro di qualche ora.

A memoria d’uomo questa scelleratezza non si era mai registrata, mai un tale accanimento, una barbarie così evidente. Nessun indagato, nessun nome, parrebbe che le forze della natura si siano accanite contro la nostra terra in quanto è giusto che tutto vada in rogo. Aleggia quindi il mistero sulle cause, sui moventi, eppure forse tutti sanno e tacciono sulle motivazioni di tale disastro.

Il 10 agosto scorso alle ore 14:00 è scattata l’ora X per i piromani nell’immediata periferia di Isernia, un vero attacco al patrimonio forestale, prima un incendio in località Colle Marino, subito dopo, a distanza di pochissimi minuti un altro rogo in contrada Valle Soda; poi Fornelli, Montaquila, Scapoli. C’è da chiedersi se questi incendi hanno avuto un’unica mente organizzativa, un’unica matrice e indagare su quelli che possono essere gli scopi successivi. Chi ci guadagnerà dopo gli incendi?

In tilt, nonostante l’impegno indefesso la macchina dell’antincendio. I canadair sono giunti solo dopo molte ore dalle segnalazioni della Protezione Civile regionale, per impegni in altre aree, comunque hanno evitato il propagarsi delle fiamme alle abitazioni, come il caso di Montaquila, dove sono bruciate stalle e animali, ma poteva andare ancora peggio.

Uno scarico di responsabilità, forse improprio e assurdo anche da parte di alcuni sindaci dei comuni interessati dai roghi sulla Protezione Civile regionale, sulla politica, sui Vigili del Fuoco, senza approfondimenti, senza accollarsi le proprie responsabilità. In molti casi gli incendi sono scaturiti a bordo strada dagli arbusti e dalle erbacce secche, dove i piromani hanno trovato molto più facile dare il via al disastro, ma le ordinanze dei sindaci ai contadini di pulire i campi se hanno trovato applicazione, sono stati poi eseguiti i controlli per verificare se tali ordinanze siano state rispettate? E ancora, molti roghi notturni sono stati generati dai fuochi pirotecnici, ignorando le ordinanze della Protezione Civile.

Chi, leggendo sui giornali ha plaudito al lavoro della prefettura per avere chiamato i Canadair per spegnere i roghi, senza capire e informarsi che il solo ente abilitato a potere chiamare il soccorso aereo, secondo un protocollo ben definito è la Protezione Civile regionale.

E via giù sulla politica incapace di fare prevenzione, nonostante ingenti capitali messi a disposizione del comando regionale dei Vigili del Fuoco con lauti straordinari pagati direttamente da noi cittadini, in un capitolo congruo, pluriennale regionale di previsione, prevenzione e lotta contro gli incendi boschivi.

Ma qualcosa di aberrante sta avvenendo, da cosa dipende ci chiediamo senza avere delle risposte. La situazione, nonostante le rassicurazioni nei comunicati dei Vigili del Fuoco, sempre eroi contro il fuoco, dai dispacci che costantemente riceviamo dai comandi provinciali: “incendio del tutto sotto controllo”, c’è un qualcosa che sfugge e che non si debella.

E’ come curare il cancro senza capire le cause che lo generano ed ecco che ogni giorno altri roghi in posti impensabili, in aree eterogenee, parrebbe che tutti abbiano preso gusto a veder bruciare il Molise, ma non si trova il bandolo della matassa per evitare che questo accada e anche se tutto parrebbe in ordine, dai diversi coordinamenti, protocolli adottati a tutti i livelli, l’inammissibile disastro continua.

 

Articolo precedenteDi Giacomo: La comicità di Frattura non fa neanche più ridere
Articolo successivoBasket in carrozzina, prima uscita ufficiale stagionale per la Fly Sport Inail Molise