Riceviamo e pubblichiamo

Da giorni si susseguono voci insistenti sull’arrivo in paese di diversi extracomunitari su una popolazione di poco più di 600 abitanti, ormai abbandonata a se stessa. A Ceppagna non ci sono bar, generi alimentari, una farmacia, un punto infermieristico, un centro ricreativo, un plesso scolastico o un sistema di trasporto pubblico che consenta spostamenti giornalieri ai residenti. E’ rimasto solo un ufficio postale ed un centro storico completamente abbandonato. Situazione questa che non solo ha comportato la migrazione di molti residenti in altri centri e nazioni ed i pochi rimasti a trovare lavoro fuori Comune, ma che contrasta con le finalità dello Sprar.

Con questo sistema, infatti, il Comune non deve limitarsi ad assicurare la distribuzione di vitto e alloggio, ma deve prevedere anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza ed orientamento, finalizzati all’inserimento socio-economico dei soggetti richiedenti. Ci si chiede, quindi, come possono inserire i migranti in un tessuto sociale già di per sè critico. Ed è proprio per questo che Ceppagna ritiene di non poter accogliere i migranti, non avrebbe nulla da poter offrire loro. In virtù di quanto detto i cittadini non hanno sottoscritto una petizione, ma stanno chiedendo mediante una lettera già protocollata al Comune, un incontro urgente con tutta l’amministrazione.

Comitato di Ceppagna

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