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di Christian Ciarlante

A fine agosto il Tribunale del riesame di Milano ha fatto cadere le accuse per “assenza di gravi indizi”, decidendo per la scarcerazione di un gambiano arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti. Quello che appare paradossale è che quegli stessi indizi nel giudizio per direttissima, che si è svolto il 27 luglio scorso, avevano portato il ragazzo direttamente in cella a San Vittore, considerando anche il fatto che l’uomo era stato sorpreso dagli agenti per la seconda volta in quattro giorni a spacciare droga nella periferia nord del capoluogo lombardo. Secondo il Riesame il 31enne farebbe lo spacciatore perché: “Vendere droga è la sua sola fonte di sostentamento e lo spaccio appare l’unico modo per mantenersi”.

Cosa c’è di strano in questa vicenda? A quanto pare nulla! Per quale motivo un spacciatore dovrebbe andare in carcere? Parliamo di un uomo perbene che sta espletando il suo onesto lavoro per sopravvivere, cosa importa se qualcuno ci rimane secco per una dose che gli ha venduto lui? Se muore un tossico o un ragazzo che ha assunto una pastiglia di ‘ecstasy’ per quale ragione doverebbe essere colpevole? Siamo davvero al limite dello stupefacente (in tutti i sensi). In questi casi non si sa se ridere o piangere, ma questo è quanto accade nella illuminata Italia.

Con questa notizia, avevamo pensato di aver toccato il fondo, e invece no, ieri sera un’altra bella novella ha allietato la serata della stampa nazionale. Le agenzie verso le ore 22.30 ci rallegrano con una divertente barzelletta: Migranti, “scafisti per bisogno”: 14 assolti a Palermo. Ma attenzione, “clamoroso al Cibali”, non si tratta si una esilarante storiella per far sorridere, ma quello che è accaduto realmente nella nostra amata ‘italietta’. Il Tribunale di Palermo ha assolto, ritenendo che abbiano agito per stato di necessità, 14 migranti accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per aver guidato le imbarcazioni con centinaia di profughi che dall’Africa erano diretti in Sicilia. Secondo i giudici, avrebbero deciso di condurre i gommoni per salvarsi dalla prigionia in Libia. I fatti risalgono al 2016. Il tribunale ha disposto la scarcerazione degli imputati.

Anche in questo caso, ad esempio, se si gettano persone in mare perché rendono difficoltosa la navigazione, questi soggetti sono esenti da colpe? Fare gli scafisti per necessità ti assolve dalle tue responsabilità? Visto che rischi la prigione in Libia, sei autorizzato trasportare vite umane nel Mediterraneo? Cos’altro dobbiamo aspettarci a questo punto? Che anche i pedofili e gli stupratori agiscono per bisogno? Diamoci una svegliata e torniamo sulla terra, ma ci rendiamo conto della deriva pericolosa che abbiamo intrapreso? Siamo consapevoli che la giustizia italiana e le nostre leggi andrebbero bene a “Sin City”?

In Italia tutto questo non è ammissibile, dove sono i girotondi adesso? Dove sono i difensori della giustizia? Tutti latitanti! Non ci dobbiamo meravigliare se poi i peggiori soggetti della razza umana vengono a svernare in Italia, stiamo costruendo un mondo che si confà alle loro esigenze, dove vige l’impunità e nessuno è colpevole di nulla. In attesa di altre spassose storielle da raccontare, stendiamo un velo pietoso su queste due vicende, che dimostrano, ampiamente, come in Italia la realtà abbia superato di gran lunga la fantasia!

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