Nel corso del 2018 la Rete Sismica Nazionale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha localizzato 23180 terremoti sul territorio italiano e nelle zone limitrofe: una media di oltre 63 eventi al giorno, poco meno di 3 ogni ora, uno ogni 20 minuti.
In realtà i terremoti che avvengono in un territorio sismico come quello italiano sono molti di più. Parliamo naturalmente di micro-terremoti, quelli che rimangono al di sotto della soglia di rilevamento.
La sequenza in Molise
La provincia di Campobasso è stata interessata da una sequenza durata dall’11 aprile al 9 maggio 2018, con circa 40 eventi e una magnitudo massima pari a Mw 4.3 il 25 aprile. L’attività sismica nell’area è ripresa il 14 agosto 2018, con l’evento di magnitudo Mw 4.6, e culminata con l’evento del 16 agosto di magnitudo Mw 5.1 (Ml 5.2), ha avuto una durata “tecnica” (ossia dal primo terremoto della sequenza a quando l’attività è tornata ai livelli a esso precedenti) di circa 100 giorni, con circa 600 eventi. L’area interessata delinea in pianta una struttura di circa 5×5 km2.
Il terremoto del 16 agosto in Molise è stata anche l’occasione per testare il sistema di comunicazione rapida della localizzazione automatica di un epicentro, sistema entrato poi in funzione regolarmente 4 settembre. Pochissimi minuti dopo la scossa abbiamo pubblicato un post sulla pagina Facebook INGVterremoti e su Twitter INGVterremoti in cui si indicava l’area epicentrale e la magnitudo provvisoria.






























