di Christian Ciarlante

La burocrazia è il mostro che incatena l’Italia, c’è una complessità di meccanismi burocratici che è quasi invalicabile. Davvero si pensa di riformare i centri per l’impiego in men che non si dica? Siamo sicuri che il reddito di cittadinanza verrà erogato in tempi relativamente brevi? In Italia ogni cambiamento richiede tempi biblici, per decidere qualunque cosa, per far partire qualunque nuova iniziativa, bisogna fare i conti con la famigerata burocrazia che non fa sconti a nessuno. Ogni decisione che viene presa deve eseguire un iter burocratico ben preciso e rispettare tutte le gerarchie istituzionali: non sono ammesse scorciatoie.

La tempistica incide notevolmente sulle decisioni da prendere, e in molti casi, sembra più conveniente non fare nulla anziché intervenire con anni di ritardo. Nel nostro Paese abbiamo 550 centri per l’impiego che occupano circa 8 mila addetti, costano circa 400 milioni all’anno. Ora, con il reddito di cittadinanza, dovrebbero offrire impieghi, ben tre, a ogni richiedente il sussidio, ma le proposte di lavoro scarseggiano. Solo una minima percentuale di chi si rivolge ai Cpi trova un’occupazione, anche perché le aziende, quando cercano personale, non si rivolgono ai centri per l’impiego perché non ricevono alcun servizio.

In Italia, come sappiamo bene, un impiego si trova anzitutto per via amicale e familiare. I famosi ‘navigator’, i tutor che dovrebbero aiutare i disoccupati a trovare un lavoro, vanno formati e messi in condizioni di poter operare sul territorio. Serviranno mesi per concludere l’iter di formazione. I navigator verrebbero assunti con un contratto co.co.co, dovrebbero lavorare ai centri per l’impiego locali. La legge di Bilancio dà alle Regioni le risorse per effettuare 4mila assunzioni, così da rafforzare gli organici dei Cpi. È necessario, però, capire quali saranno i tempi delle procedure di reclutamento dei navigator.

Si attende la pubblicazione sul sito dell’Anpal Sevizi (Agenzia nazionale per le politiche attive) di un annuncio per le procedure di selezione. Per la scelta del navigator non ci sarà nessun concorso, ma basterà inviare il proprio curriculum vitae all’Anpal e fare un semplice colloquio. Per il reddito di cittadinanza gli italiani sborseranno circa 5 miliardi di euro, misura che, a dire dei 5 Stelle, riuscirà ad abolire la povertà. Sono ancora tanti i nodi da sciogliere per fare sì che il sussidio diventi operativo nei primi mesi del 2019 senza slittamenti.

Al momento sono stanziati per il reddito di cittadinanza nel 2019 sette miliardi (oltre ai due già previsti per il Rei, il reddito di inclusione) a fronte di cinque milioni di persone in situazione di povertà assoluta in 1.778.000 famiglie. Siamo sicuri di risolvere il problema della povertà costringendo le persone a vendersi al ribasso? Se mai vedrà la luce, quasi certamente, si trasformerà nell’ennesimo sussidio garantito da uno Stato assistenzialista. Certo, se la misura avrà successo, ne saremo tutti lieti, ma ora come ora la realtà è ben diversa.

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