Mondo politico in subbuglio a seguito della surreale decisione assunta dal governatore Toma, nella giornata di venerdì 17 aprile, in merito all’azzeramento della Giunta regionale.
Un scelta che avviene in un momento molto delicato, essendo l’esecutivo regionale, impegnato nel fronteggiare l’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19. Toma, in questo modo, vuole blindare il voto sul bilancio evitando sgradite sorprese. Un mossa politica che ha sollevato tanti dubbi, soprattutto, di carattere legale.
Convocando l’Assise con le dimissioni in atto, fino a nuova nomina, rimangono in carica gli assessori dimissionati per la continuità amministrativa. Si potevano revocare le deleghe, senza far diventare la Giunta un organo monocratico. Azione che va in netto contrasto con il principio di democrazia e collegialità sancite dalle norme.
L’articolo 15 (Incompatibilità della carica di assessore con le funzioni di consigliere) dell’attuale legge elettorale regionale non necessità di fantasiose interpretazioni:
- La carica di assessore regionale è incompatibile con le funzioni di consigliere regionale.
- La nomina di un consigliere regionale alla carica di assessore nella relativa Giunta determina, per la durata dell’incarico, la sospensione dalle funzioni di consigliere.
- Il Consiglio regionale, nella prima adunanza successiva alla comunicazione del provvedimento di nomina, preso atto della intervenuta sospensione delle funzioni di consigliere, dispone la sostituzione del consigliere nominato assessore affidando la supplenza per l’esercizio delle funzioni al primo candidato non eletto secondo i criteri previsti dalla presente legge elettorale per la surrogazione.
- Qualora il consigliere sostituito cessi dalla carica di assessore, il Consiglio regionale dispone la revoca della supplenza nella prima adunanza successiva alla relativa comunicazione.
Il governatore, azzerando la Giunta, ha creato un bel pasticcio giuridico dagli esiti imprevedibili e che rischia di paralizzare il lavoro del Consiglio nei prossimi mesi. Inoltre, come si possono assumere decisioni simili senza riformare l’attuale legge elettorale regionale? Legge votata nella scorsa legislatura. Allo stato attuale, il Consiglio regionale non si può essere convocato, a meno che gli assessori rimangono in carica fino alla loro sostituzione.
Toma e la sua maggioranza dovrebbero abrogare la norma sulla incompatibilità tra la carica di assessore e la funzione di consigliere con un emendamento alla legge finanziaria. Ma, come detto, in questo caso, andrebbe cambia la legge elettorale che comunque entrerebbe in vigore dalla prossima legislatura e non nell’attuale. Nuova legge che spetterebbe votare agli stessi assessori dimissionari che con una furbata (senza precedenti) andrebbero a ricoprire il doppio incarico dopo l’approvazione della modifica, creando i presupposti per un gigantesco conflitto di interesse.
L’azione spregiudicata del presidente della Giunta, dettata solo da evidenti ragioni politiche, oltre a rappresentare un palese colpo di mano, attiverebbe, inevitabilmente, una serie di ricorsi da parte dei consigliere esclusi per contrastare un atto ritenuto illegale.






























