“L’impianto della proposta – hanno sottolineato le vice presidenti – è ambizioso e tende non solo ad un significativo contenimento dei costi, presenti e futuri, per il personale, ma anche ad impostare una più complessiva riorganizzazione delle due strutture con l’obiettivo di giungere in tempi brevi al ruolo unico e ad un’unica amministrazione del Parlamento, anche alla luce della riforma costituzionale in discussione”.
I risparmi complessivi di questa operazione sono consistenti. In quattro anni infatti, quando il nuovo sistema sarà andato a regime, la Camera avrà una riduzione di spesa per il personale di oltre 60 milioni di euro e il Senato di oltre 36 milioni di euro.
Al termine della trattativa le vice presidenti Fedeli e Sereni hanno espresso apprezzamento per la disponibilità al confronto manifestato dalla maggioranza delle sigle sindacali, sottolineando alcune aperture che i due organismi hanno mostrato, sia rimodulando il taglio dello stipendio per coloro che sono sopra i tetti, scegliendo un criterio di progressività e incidendo di più sulle retribuzioni più alte, sia per venire incontro alle preoccupazioni delle fasce più giovani per le quali si introduce un incentivo di produttività legato al merito e all’impegno individuale.































