Il 30 settembre 2014, infatti, scadrà il progetto finanziato con il Fondo Sociale Europeo in cui sono impegnati i 90 lavoratori della Formazione Professionale, di cui 75 iscritti all’Albo Regionale e altri 15 che svolgono attività di supporto. E’ necessario, pertanto, provvedere da subito al rifinanziamento del progetto: tale provvedimento non dovrà essere inteso come l’ennesima proroga assistenziale, ma il primo pezzo di un disegno complessivo che veda al suo interno un ruolo prioritario per il “Sistema
regionale di Orientamento Permanente”.
Occorrerà, pertanto, procedere, in tempi rapidissimi, alla definizione delle linee guida che portino allo
stesso tempo garanzie operative per i diversi operatori del settore e benefici per il sistema in via di definizione. Occorrerà, inoltre, creare una nuova Governance in questa fase, capace di individuare ruoli e competenze, metodi concertativi di lavoro e percorsi di riqualificazione del personale per essere pronti ad agganciare con qualificata professionalità la sfida che ci viene lanciata dalla prossima
programmazione comunitaria”.
Appare evidente che per avviare il cambiamento nei sistemi formativi regionali sia necessario lavorare per la costruzione di un contesto positivo (frame work) sulla base di linee di intervento che tengano presente concertazione, aggiuntività, integrazione delle risorse, integrazione dei soggetti e delle politiche su aree tematiche prioritarie condivise. Su queste basi è possibile coniugare sia l’emergenza occupazionale dei lavoratori della formazione professionale sia le linee guida (specificamente indicate nella programmazione dei fondi comunitari 2014-2020) sulle quali orientare l’azione di riordino dell’intero sistema per utilizzare in maniera virtuosa le risorse europee e per mettere a sistema l’Istruzione e la formazione professionale in regione.































