di Tonino Atella
La storia della Santa Manna e i suoi prodigi superiori.
I Frati Cappuccini di Venafro nel corso delle omelie in Basilica : “Preghiamo perché la Santa Manna torni nel pozzetto sottostante la Basilica del Patrono, San Nicandro. Manca inspiegabilmente da oltre cinque anni e il riscontro non è affatto bello. Perciò la necessità di pregare perché lo storico e miracoloso segno torni a fare la propria comparsa”.

Ad asserirlo dall’altare in Basilica i religiosi della Provincia Monastica di S. Angelo e San P. Pio che da più di cinque secoli accudiscono il luogo di culto dedicato al Patrono venafrano e l’attiguo Convento francescano all’ingresso est della città. In effetti quello dell’assenza ultra quinquennale e continuativa del Santa Manna non piace affatto ai venafrani che, convinti delle qualità superiori del liquido, in passato erano soliti chiederne ai Frati di prelevarne anche un quantitativo minimo per berne, cospargersene e portarla ai malati allettati. A dimostrazione di siffatta fede popolare verso la Santa Manna erano esposti una volta nel chiostro del Convento tantissimi “voti popolari” di gente che, avendo ricevuto prodigi superiori, i miracoli, ed essendo guarita,mostrava la propria piena gratitudine donando “il voto” esposto poi nel sito religioso francescano. “Voti” che, rimossi per interventi di restauro al complesso monastico negli anni trascorsi, sarebbe il caso di riposizionare quale testimonianza di fede e gratitudine popolare verso la Santa Manna.

Ma cos’è la Santa Manna di Venafro e dove compariva negli anni addietro ? A ridosso della cripta sottostante la Basilica dove riposano i resti mortali di San Nicandro, è situato un pozzetto in fondo al quale -sino a cinque anni addietro e in una pietra concava non collegata ad alcuna condotta idrica artificiale- si raccoglieva in maniera prodigiosa e nei periodi diversi dell’anno un liquido dalla natura ancora imprecisata, appunto la Santa Manna, cui tutti attribuivano qualità miracolose. Ne era infatti diffuso e continuo l’utilizzo per malattie e problemi fisici di varia natura. Si accennava alla natura ancora imprecisata della Santa Manna. Anni addietro un Vescovo della Diocesi d’Isernia/Venafro, oggi scomparso, ne fece portare un quantitativo minimo ad un laboratorio di analisi di propria conoscenza, ma i dottori non riuscirono ad accertarne scientificamente natura e composizione data la quantità minima fatta pervenire al laboratorio e da allora le analisi non sono state più ripetute. La Santa Manna, ovvero tanto della fede religiosa di Venafro, che purtroppo continua a mancare. E i venafrani non sorridono affatto.






























