Per le misure d’emergenza in vigore dal 18 agosto sono a disposizione fino a 125 milioni di euro in tutta l’Unione sino a novembre e prevedono – precisa la Coldiretti – ritiri dal mercato per la distribuzione gratuita e compensazioni per la non-raccolta e la raccolta anticipata con l’assistenza finanziaria per tutti i produttori, inclusi quelli che non fanno parte di organizzazioni di produttori. Dall’intervento – sottolinea la Coldiretti – restano quindi esclusi i prodotti diversi dall’ortofrutta ma comunque colpiti dal blocco come le carni di manzo e maiale, pollo, pesce e frutti di mare ed il latte, i latticini ed i formaggi tra i quali ci sono prodotti tipici Made in Italy dal grana padano al parmigiano reggiano fino l prosciutto di Parma fortemente danneggiati dall’embargo.
Le esportazioni di prodotti agroalimentari italiani in Russia nonostante le tensioni sono aumentate dell’uno per cento nel primo quadrimestre del 2014 dopo che lo scorso anno – sottolinea la Coldiretti – avevano raggiunto la cifra record di 706 milioni di euro messi ora a rischio dall’annuncio di sanzioni. In particolare a rischio – precisa la Coldiretti – ci sono spedizioni di ortofrutta per un importo di 72 milioni di euro nel 2013, le carni per 61 milioni di euro, latte, formaggi e derivati per 45 milioni di euro e importi molti piu’ limitati per il pesce che l’Italia spedisce in quantità molto limitate in Russia.
Se i danni diretti per il Made in Italy agroalimentare sono stimabili dalla Coldiretti attorno ai duecento milioni di euro pesanti sono anche quelli indiretti con l’Italia che potrebbe diventare mercato di sbocco di quei prodotti comunitari ed extracomunitari ora rifiutati dalla Russia che rischiano di essere spacciati come Made in Italy perché – continua la Coldiretti – non è sempre obbligatorio indicare la provenienza in etichetta. “Ora siamo di fronte ad una preoccupante escalation dello scontro con una guerra commerciale che conferma la strategicita’ del cibo soprattutto nei periodi di recessione economica”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “la Russia colpisce l’agroalimentare perchè sanno che è un elemento di crescita per l’Unione Europea in un momento di stagnazione”.































