In ogni caso, sfruttamento e commercio illegale rimangono sempre attività intollerabili e da condannare, indipendentemente dal loro volume di affari. Non possono magicamente assumere sfumature positive solo se fa comodo annoverarle nella computazione del prodotto interno lordo. Una decisione di pessimo gusto, che eleva le attività illegali in mano, il più delle volte alle mafie, al rango di produttrici di ricchezza nazionale. Una Europa da sempre contraddistintasi per essere faro di cultura, innovazione, ricerca.
Di questo passo per aumentare il Pil del nostro Paese si incoraggeranno cooperative di giovani per la coltivazione di papaveri e piante di coca, oppure di impiantare attività industriali dedite esclusivamente alla contraffazione, meglio se alimentare visto come tira il relativo Made In Italy, o corsi di formazione di spalloni dediti al contrabbando di beni e risorse finanziarie. In ogni caso,e ancor più grave, ogni qualvolta si agirà per sconfiggere ogni atto di imprenditorialità malavitosa, si correrà il rischio di passare per luddisti o comunque anti italiani che fanno diminuire il Pil del proprio Paese. E anche ciò è del tutto intollerabile.































