di Tonino Atella
Nel periodo il tempo è assolutamente propizio perché col sole e le temperature gradevoli la natura -nel caso in argomento quella sana ed incontaminata di Venafro, concetto estensibile comunque a tant’altre aree geografiche della nostra splendida Penisola- riparta alla grande, proponendo il meglio di se sotto il profilo ambientale. Siamo agli albori dell’estate e, andando finalmente in giro a destra e a manca dopo il “tutti tappati dentro” imposto dal covid 19, si viene letteralmente “investiti ed assaliti” in maniera assai piacevole da un carosello di odori, colori, prodotti e fenomeni ambientali quanto mai graditi. Quest’oggi ci soffermiamo sugli odori e i colori naturali venafrani che le qualità olfattive di ciascuno percepiscono, catturano e diffondono per il benessere psico/fisico del nostro organismo.

Quali e quanti gli odori naturali di Venafro ? Tanti e tutti assai piacevoli. Cerchiamo addirittura di “percepirli” via web, ammesso (e non concesso) che tanto sia possibile. Usiamo i punti cardinali per orientarci ed indirizzare.

Ed allora in marcia, entrando da sud. Giusto all’imbocco meridionale dell’abitato cittadino si percepisce l’odore del tiglio quale biglietto da visita, addirittura con persone che rallentano sotto i tanti tigli all’ingresso sud di Venafro lungo la SS 85 per gustarne odori e colori. Chi entra da ovest s’imbatte invece nei millenari ulivi, che coi loro fiori e profumi inebriavano nell’antichità le popolazioni del tempo che fu e continuano stupendamente a farlo oggi giorno. Proseguendo, a nord dell’abitato ci s’imbatte nel giallo magnifico delle ginestre pedemontane che riempiono meravigliosamente gli occhi e subito dopo si viene catturati dal loro ineguagliabile profumo naturale, testimonianza precisa di un ambiente quanto mai sano, ricco e prezioso.

La chiusura con l’est venafrano ed il suo patrimonio orientale unico, ossia le robinie, alberi magnifici che accompagnano quanti entrano o escono dalla città lungo la statale 85 in direzione del Molise interno o da lì provenendo. “Grappoli” bianchi di fiori che pendono copiosi da tali alberi, diffondendo profumi che fanno la gioia dell’olfatto. Natura varia e ricca perciò quella venafrana, che spazia dall’ulivo alle ginestre, dalle robinie al tiglio, ribadendo a piene mani e ad alta voce la sua assoluta salubrità e diffondendo per l’aere odori naturali unici, quale testimonianza e segno incontrovertibili di una natura certamente sana.






























