E se a San Giovanni in Galdo ci fosse stata una telecamera chiunque avrebbe letto nello sguardo del Maestro Nicolino Di Donato, fondatore degli Zig Zaghini, dell’archeologa Gabriella Di Rocco e del Presidente della Società Operaia RoccoBarrasso, l’orgoglio di figure che davanti a decine di persone in uno scorcio di rara bellezza discettavano delle monete di età augustea ritrovate sul territorio o di mutualità rurale e artigiana. Il Molise che non si arrende è quello che oggi alle 17.00 riceverà il Ministro dei beni Culturali Dario Franceschini per mostrargli l’opera di un emigrante speciale come Tony Vaccaro, è quello delle centinaia di eventi artistici, culturali, sociali e della miriade di seminari, convegni e incontri che animano i nostri borghi da Castel del Giudice a Tufara.
Volontari che si fanno in quattro per promuovere manifestazioni, pubblicare e presentare libri, coinvolgere artisti internazionali del jazz, far conoscere il patrimonio culturale del proprio comune, e valorizzare tutto ciò che c’è di bello e di unico nella nostra terra. Quello che manca è la sintesi positiva sollecitata proprio da Don Luigi Ciotti ieri nel suo intervento alla Caritas di Trivento in cui ha denunciato il senso di depressione che assale ognuno di noi a seguire un qualsiasi notiziario. Disgrazie, lutti, crisi, guerre e epidemie, in una miscela che alimenta la disillusione e la passività. Serve ribaltare la rappresentazione della realtà agendo fuori dagli schemi come ci ha invitato a fare Papa Francesco creando una rete virtuosa che sappia raccogliere le mille energie del Molise che non si arrende e orientarle a condividere un percorso di riscatto e di rilancio.































