di Tonino Atella

La notizia del pagamento presso un istituto di credito cittadino per la custodia degli ori della Madonna del Carmine pubblicato da questa testata  ha fatto in breve il giro del web, con pienone di visualizzazioni. Ha sorpreso tanti cioè leggere che, mentre per la custodia annuale di ori e preziosi che di solito ornano ed abbelliscono il Busto argenteo del Patrono San Nicandro nel corso delle festività patronali di metà giugno non si paga alcunché trattandosi del Santo Patrono, non altrettanto avviene per tutela e conservazione degli ori della Madonna del Carmine, a loro volta consistenti quale segno della fede e della devozione popolare nei confronti della Vergine. Per siffatto servizio si pagano invece cinquecento euro annui, puntualmente prelevati -si vuole- dal conto del Parroco della Madonna di Monte Carmelo, don Salvatore Rinaldi. Sul tema, indubbiamente dalla consistente portata sociale, ecco quanto diversi venafrani hanno scritto via web una volta venuti a conoscenza della storia, evidentemente nient’affatto gradita.

“La Madonna, se mi è consentito esprimermi come di seguito,  vale più di San Nicandro in termini religiosi -scrive amaramente Antonio, libero professionista della città- e deve pagare perché i suoi preziosi vengano custoditi ! Non lo trovo affatto giusto ! Anzi del tutto irriverente ! Ritengo doveroso ed urgente l’intervento del Comune di Venafro a sanare quanto non va”. Altro parere sulla vicenda, questa volta di un dipendente dell’industria: “Concordo senz’altro sulla piena gratuità -afferma Benedetto- anche per la custodia degli ori della Madonna del Carmine, trattandosi di fede popolare e come tale da tenere nel dovuto rispetto così come avviene per i preziosi del Patrono San Nicandro, la cui tutela e conservazione da parte degli istituti di Venafro  è appunto gratuita”. L’uomo aggiunge poi dell’altro, sempre in tema di ori e preziosi che adornano i simulacri sacri della città, ossia il Busto argenteo del Patrono San Nicandro e la Statua della Madonna del Carmine o del Carmelo : “La forania di Venafro, l’assemblea dei sacerdoti locali, ha deciso che gli ori di Santi e Madonne non debbano più essere apposti sulle statue per le processioni, ma portati in una teca separata. Francamente non concordo con tale novità e l’ho manifestato nelle sedi opportune. Mi auguro che si continui a rispettare la bella tradizione plurisecolare, apponendo ori  e preziosi direttamente sui simulacri così come si é sempre fatto”.

Articolo precedentePOSTE ITALIANE: IN MOLISE LE PENSIONI DI LUGLIO IN PAGAMENTO DAL 25 GIUGNO
Articolo successivoDati e contagi in Molise, sei positivi e un ricovero: il bollettino ufficiale del 23 giugno 2021 delle ore 18,00