di Tonino Atella

In tanti Comuni d’Italia, compresi ovviamente quelli molisani, continuano a fare mostra di se simboli, scritte e fregi del “ventennio”, come solitamente suol definirsi il periodo fascista tra gli anni ’20 e ’40 del secolo scorso. In effetti nel periodo era tanta la propaganda dell’idea in auge, ci si teneva un sacco all’immagine ed ogni occasione era buona per installare e fissare in bella mostra i simboli del tempo, quali il fascio littorio, l’aquila imperiale e tant’altro. Ora un cippo stradale, ora una segnaletica, ora un portone di casa privata e così via, tutto rappresentava l’occasione giusta  per fissarvi o crearvi simboli, fregi ed iscrizioni. Venafro, alla pari di tant’altri Comuni dell’intera Penisola, non sfuggiva alla regola del tempo e ben volentieri i venafrani di allora ornavano, abbellivano ed arricchivano l’abitato con quanto era gradito all’idea del momento. Tanto che ancora oggi, ad un secolo ed oltre di distanza, la città presenta diverse testimonianze di tal fatta sia su proprietà private che su strutture pubbliche, oltretutto ben conservate e come tali da ammirare, a prescindere dall’idea di ciascuno nel merito.

Ed allora vediamoli da vicino siffatti simboli del ”ventennio” ancora oggi a Venafro. Ad inizio di Via Maria Pia di Savoia, strada che immette in pianura, alla base del ponte ferroviario che scavalca l’arteria, c’è una iscrizione su pietra del Consorzio di Bonifica della Piana sormontata da un suggestivo fascio littorio scolpito sulla stessa pietra, fascio littorio tra i simboli primari del periodo. Pietra e sculture ben conservate a cent’anni ed oltre di distanza che tutti si fermano volentieri ad ammirare. Da tale Via Maria Pia e salendo lungo Viale Vittorio Emanuele III ci s’imbatte poi in un’abitazione privata il cui portone d’ingresso in metallo è sormontato da una magnifica aquila imperiale anch’essa in metallo, altro simbolo di spicco -l’aquila- del “ventennio” che fu.

Dopodiché proseguendo per Corso Campano si arriva su piazza Vittorio Emanuele II e li, alzando gli occhi, è leggibile in alto un’antica iscrizione stradale in metallo fissata ad immobile privato e su cui sono riportate le distanze chilometriche di allora tra Venafro, Cassino e Roma. Anche in questo caso il tutto é sormontato dal puntuale simbolo del periodo dei primi decenni del secolo scorso, ossia l’aquila imperiale. Venafro quindi conserva gelosamente i segni del suo recente passato socio/politico all’unisono con quanto in atto un po’ dappertutto in Italia. E tutto questo a prescindere da discorsi di sorta che ognuno è libero di fare.

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