di Tonino Atella

Le telecamere di Zona Rossa Web Tv al seguito delle compagnie di pellegrini di Foci e San Vittorino, frazioni di Cerro al Volturno.

Si è ripetuta anche quest’anno la storica e bellissima devozione dei molisani della seconda provincia della nostra regione -quella isernina- verso la “Madonna Bruna”, la Vergine di Canneto venerata nell’antico luogo di fede e preghiera del Comune di Settefrati (Fr) situato tra i magnifici faggeti dell’estremo sud ciociaro di Val  Comino puntualmente raggiunto nel cuore dell’estate da migliaia di fedeli dell’intero centro/sud Italia. Ed il Molise, come appena scritto, è tra le regioni del meridione d’Italia spiritualmente più vicine alla Vergine di Canneto.

A confermarlo i pellegrinaggi di fedeli molisani ambosessi e di ogni età che sul finire di agosto partono ogni anno -in taluni casi anche a piedi, scalando monti e dormendo in ricoveri di fortuna- da diversi Comuni molisani per prostrarsi dinanzi alla venerata immagine della Vergine di Canneto. In questa occasione segnaliamo la tradizionale devozione delle Compagnie di pellegrini delle frazioni Foci e San Vittorino di Cerro al Volturno, pellegrinaggio immortalato quest’anno dalle telecamere di Zona Rossa Web Tv, emittente dello stesso Comune del Volturno altissimo, per illustrare nei dettagli la portata della fede cerrese anche con l’ausilio del Rettore di Canneto, Don Antonio Molle, pronto ad illustrare tradizione e devozione molisane all’unisono con la storia socio/religiosa del luogo di culto della Bassa Ciociaria.

Restando sul tema ed a testimoniare la consistenza storica della fede popolare verso la “Madonna Bruna”, sono da ricordare taluni aspetti particolari ed unici di siffatto sentimento di fede. Come quando, una volta giunti a Canneto, si stringevano legami assolutamente indissolubili con conoscenti, amici e paesani bagnandosi nel fiume che scorre nella piana sottostante della vallata e quindi stringendosi le mani ed abbracciandosi forte ! Ed esattamente da quel momento, sotto “lo sguardo” protettivo della Madonna di Canneto, si diventava “compari” scambiandosi e promettendosi eterno rispetto che restava  vita natural durante, cioè per sempre!

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