di Giovanni Minicozzi
Non è la prima volta e non sarà l’ultima almeno fino a quando resteranno in carica il presidente della Regione Donato Toma e la sua giunta. Il Tar del Molise ha accolto il ricorso presentato dalla dirigente Alberta De Lisio – già responsabile dell’Avvocatura regionale – e ha cancellato di fatto l’aberrante modifica normativa decisa dal governo Toma secondo la quale al vertice del servizio legale della Regione poteva essere nominato un dirigente qualsiasi, ovvero senza il possesso del titolo di avvocato iscritto all’ordine.
Subito dopo l’esecutivo regionale, su proposta del presidente, tolse l’incarico alla De Lisio – dirottata al servizio di protezione civile – e lo assegnò a un dirigente senza titoli specifici. Nel frattempo il nuovo capo del servizio legale – poi sostituito con altro soggetto privo dei titoli richiesti – aveva formalizzato pareri legali del tutto incomprensibili verosimilmente per assecondare la volontà del capo condomino. A titolo di esempio riporto due casi eclatanti avallati dal servizio legale:
1. Il parere favorevole espresso per la costituzione di parte civile della Regione contro ĺa giornalista Giovanna Ruggiero accusata di presunta diffamazione nei confronti di Toma;
2. nel contempo abbiamo registrato la mancata costituzione di parte civile nei confronti del consigliere regionale Andrea Di Lucente sotto processo per truffa ai danni dell’Ente regionale.
In sostanza i dirigenti che rispettano e fanno rispettare la legge anche a chi ritiene di avere “poteri assoluti” e che non si allineano con l’arroganza politica inesorabilmente vengono trasferiti ad altri incarichi.
Questa si chiama gestione autoritaria del potere e, a mio parere, è pericolosa per la tenuta democratica in questa martoriata terra.
Il caso di Alberta De Lisio non è l’unico poiché Toma si è circondato di pseudo dirigenti esterni senza titoli – per lo più ereditati dal precedente governo regionale – a discapito dei dirigenti professionalmente validi ma non allineati con il pensiero unico che sono rimasti al palo. Prima o poi, grazie alle azioni legali attivate dall’avvocato Vincenzo Iacovino, i nodi verranno al pettine e ne vedremo delle belle perché la magistratura civile, contabile e penale farà il suo corso.






























