di Tonino Atella

C’è poi il caso di case popolari assegnate ma non abitate.

La richiesta a Venafro di nuove sistemazioni abitative per famiglie o soggetti bisognosi c’è ed è consistente, le realizzazioni e la disponibilità di nuovi alloggi popolari è cosa altrettanto reale, ma stranamente si continua a tenere chiusi, vuoti e non assegnati per motivi diversi gli alloggi di edilizia popolari disponibili a Venafro. Parimenti non si provvede a tornare a riassegnare agli aventi diritto gli alloggi assegnati anni addietro ma non abitati da tempo. Una situazione cioè alquanto complessa ed intrigata sulla quale sarà bene fare chiarezza perché finalmente ”la matassa” si risolva una volta per tutte nell’interesse specifico di quanti a Venafro attendono una decorosa sistemazione abitativa ma continuano a non ottenerla dalle istituzioni pubbliche preposte.

Partiamo dal bellissimo immobile di edilizia popolare a più piani e ricco di numerosi alloggi, nonché di ampi spazi esterni, di comodi parcheggi e tant’altro che, ultimato più di un lustro addietro (!), continua a restare incredibilmente chiuso, sbarrato e non assegnato ad alcun richiedente. Si vuole che ci sarebbero da sbrigare preventivamente specifici adempimenti burocratici, in particolare un innovativo bando di assegnazione, e nell’attesa che tanto si faccia il bell’immobile resta chiuso e non assegnato ad alcuno. Certo, le procedure vanno rispettate, ma stiamo parlando di un’ultimazione datatissima di un edificio di edilizia popolare che, non abitato, continua progressivamente a deteriorarsi, causa il suo mancato utilizzo. Così come, restando vuoto e disabitato, finisce giocoforza in balìa di vandalismi di varia natura che in effetti  già l’hanno attaccato con scritte, danneggiamenti ed altro.

Passiamo agli alloggi, sempre nella popolosa area di edilizia economico/popolare di Via Flacco, periferia ovest di Venafro, assegnati da anni agli aventi diritto ma che continuano a restare chiusi e disabitati per scelta degli stessi assegnatari, i quali evidentemente hanno deciso di vivere diversamente ed altrove. Premesso che ognuno è libero di vivere come crede e che, se si decide di vivere non in una casa popolare assegnata ma altrove, si può benissimo farlo sempre che si rispettino le norme in materia di igiene, va però aggiunto che  in punto di diritto si ha l’obbligo civile ed il dovere morale di restituire alle istituzioni pubbliche le chiavi della casa popolare che si é deciso di non utilizzare. Tanto è doveroso affinché la stessa dimora venga assegnata ad altri che ne hanno diritto e che da anni attendono di vivere dignitosamente tra quattro mura accoglienti per se e famiglia. Se poi il dovere morale e civile da parte del privato cittadino di riconsegnare le chiavi dell’alloggio popolare non utilizzato non viene avvertito da chi ha le chiavi della casa popolare in tasca senza abitarla, a quel punto è preciso compito delle istituzioni pubbliche preposte intervenire per tornare in possesso delle chiavi dell’ alloggio vuoto, avviando finalmente le procedure per la nuova assegnazione.

In conclusione le istituzioni non possono non tornare in possesso  della casa popolare assegnata e continuativamente disabitata, senza decidersi ad attivarsi per il recupero dalla casa in questione. Situazioni delicate e complesse quindi quelle di taluni alloggi popolari a Venafro, che vanno finalmente affrontate e risolte perché chi “bussa” per una decorosa sistemazione abitativa venga finalmente ascoltato e gli si apra una volta per tutte la porta di casa ! In effetti la casa è un diritto primario di ciascuno e come tale va garantito a chi ne ha diritto.

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