di Tonino Atella

Causa le incerte condizioni del periodo è stata rinviata a data da destinarsi la già programmata scalata alla Montagna Spaccata del Molise tra Venafro e Conca Casale, in un primo tempo in calendario per domenica prossima 21 novembre. Continua a piovere, il sentiero montano a nord ovest di Venafro che porta alla Montagna Spaccata, ossia lo storico tracciato che sino alla metà degli anni ’50 era l’unico tratto che collegava Conca Casale a Venafro, è bagnato e quindi sdrucciolevole, per cui onde prevenire ed evitare incidenti di sorta quanti avevano programmato l’ascesa si sono determinati per il rinvio dell’iniziativa. “E’ preferibile aspettare il bel tempo primaverile del nuovo anno per trascorrere ore in tutta tranquillità nell’accogliente ambiente montano a nord/ovest di Venafro -si afferma al riguardo- per cui al momento è bene soprassedere. Già tanti erano pronti all’ascesa per la Montagna Spaccata, sito montano tipico della zona, ma se ne riparlerà ai primi del 2022”. Chiudiamo con cenni sul tratto montano in questione. Era la cosiddetta “strada dei Casalesi”, assolutamente sterrata, prima che si realizzasse l’attuale arteria provinciale di 11 km. che partendo da Venafro porta a Conca Casale. I residenti di tale ultimo Comune la percorrevano regolarmente per lavoro, per altre incombenze, per allevare animali e per raggiungere Venafro. Possedevano uliveti in zona ed ancora oggi ne hanno cura. Il passaggio in cima, intorno ai 700 m/l circa, è caratterizzato dal passo dalle ridotte dimensioni detto “Montagna Spaccata” in quanto si transita a piedi o a cavallo tra due suggestive e tipiche pareti di roccia. Nei pressi si trovano i ruderi di Santa Domenica, antico luogo rupestre di culto, ed altre testimonianze del passato. Ma soprattutto è bella sotto il profilo naturalistico ed ambientale l’intera zona, dal che l’abitudine di tanti di raggiungere la “Montagna Spaccata” molisana sia da Venafro (un’ora e mezza di cammino per essere in cima) che da Conca Casale (con meno di un’ora si arriva) per gustare la natura e trascorrervi ore in tutta tranquillità, assaporando aria assolutamente sana. Per tornare a fare tutto questo, occorrerà però aspettare che arrivi la primavera 2022.

 

Articolo precedenteNucleare, CasaPound protocolla mozioni nei comuni: “intervenire sull’energia è possibile”
Articolo successivoSANITÀ ALLO SBANDO. CECERE: “TOMA RIMUOVA FLORENZANO”