di Tonino Atella
Il rincaro delle bollette e l’apertura della politica all’utilizzo dell’energia nucleare divide l’opinione pubblica locale. Una recente indagine svolta sul territorio testimonia lo strappo tra le vecchie e le nuove generazioni, da una indagine del venafrano Giovanni Valerio, studente di Lettere all’Università di Cassino.
Dal venafrano Giovanni Valerio, 21enne studente di Lettere -curriculum Moderno- all’Università Statale Cassino, riceviamo e volentieri pubblichiamo il lavoro che il giovane ha redatto per sostenere l’esame di scrittura giornalistica, titolare il docente e giornalista Marco Frattodi. Lo studente molisano ha condotto una circostanza indagine in provincia di Isernia su un tema cardine e centrale del momento : l’energia nucleare, argomento inserito nella “tassonomia verde” dall’Unione Europea ad inizio 2022 ed oggi di massima attualità nell’ambito del dibattutissimo tema del “caro bollette”. La domanda rivolta dal molisano a 316 intervistati: “ Se venisse costruita una centrale nucleare a circa 15 km dal vostro centro abitato, con tutti i rischi legati alle radiazioni, che però comporti una significativa riduzione della bolletta mensile, saresti favorevole, astenuto o contrario all’uso di questa tecnologia. Per raccogliere i dati, diversi i canali utilizzati come whatsapp, interviste sul campo tra Venafro ed Isernia ed instagram. E’ stata altresì creata una pagina di divulgazione circa il nucleare denominata “sondagginucleari”, tuttora aperta e accessibile a tutti. Ecco quanto scrive Giovanni Valerio : “ La spinosa questione del caro bollette è ormai argomento centrale di discussione nell’opinione pubblica. L’incertezza economica che attanaglia le famiglie italiane ha riportato in auge una vecchia questione, mai realmente sopita, riguardo l’energia nucleare e il mancato utilizzo di questa tecnologia sul suolo Italico. Oltre all’aumento dei costi riguardo elettricità e gas, l’esplosione dell’accesa diatriba va ricercata ad inizio anno, quando l’Unione Europea ha deciso di inserire il nucleare all’interno della “Tassonomia Verde”, un sistema di classificazione che stabilisce quali imprese ed attività possano essere considerate sostenibili, e quindi inserite nel più ampio contesto della transizione ecologica. Tale inclusione del nucleare nel piano di sostenibilità ha causato immediatamente feroci polemiche tra i sostenitori dell’atomo e la sua frangia di opposizione, costituita principalmente da ambientalisti, scienziati e partiti politici. In tal senso, hanno suscitato non poco clamore le parole di Matteo Salvini, leader della Lega, il quale auspica “investimenti sulla ricerca e sfruttamento del gas, soprattutto a medio termine sul nucleare sicuro di ultima generazione”, trovando la secca opposizione del leader del PD Enrico Letta, che invece si pone decisamente a favore su altre tipologie di energia rinnovabile. Alla luce dell’incertezza che aleggia su questa particolare energia, soprattutto in merito alla sicurezza dei reattori e al pericolo delle radiazioni, nell’ultimo mese è stata svolta un’indagine in provincia di Isernia, nella quale sono stati intervistati oltre 300 cittadini riguardo una possibile implementazione dell’atomo in Italia. Le risposte degli intervistati sono tra le più disparate, e delineano una spaccatura significativa sulla considerazione che si ha dell’atomo e delle possibilità che quest’ultimo può offrire. In particolare, il 51% degli intervistati si è detto favorevole al nucleare, trovando ampi consensi soprattutto nella frangia maschile, con uno schiacciante 57% rispetto al più risicato 43% delle donne. Il dato più interessante è sicuramente dato dall’approvazione del nucleare suddiviso in due differenti fasce di età, gli Under e Over 30. In tal senso, le nuove generazioni sono decisamente più propense all’utilizzo del nucleare, trovando approvazione nel 58% degli oltre 170 intervistati; al contrario, il nucleare desta non poche preoccupazioni per quanto riguarda gli Over 30, dove oltre il 60% degli intervistati è contrario all’utilizzo dell’atomo in Italia. Ma quali sono le motivazioni che spingono i giovani a schierarsi con favore riguardo l’energia Nucleare? Per quanto concerne i giovani “Pro-nuke”, le principali motivazioni vanno a ritrovarsi nella speranza di una maggiore indipendenza energetica nazionale, oltre ad un impatto ambientale notevolmente ridotto riguardo le emissioni di anidride carbonica (CO2) e una minore pressione sulle famiglie italiane sul costo della bolletta. D’altro canto, l’opposizione dei “No-nuke” è rappresentata dalla paura di possibili incidenti ai reattori e ad una conseguente fuoriuscita di particelle radioattive, oltre al problema incalzante dello smaltimento delle scorie nucleari e alla preoccupazione di possibili infiltrazioni di stampo mafioso nella gestione delle varie centrali. L’indagine locale svolta intervistando i cittadini presenta, in sintesi, una situazione di assoluta incertezza all’interno del dibattito pubblico. Il nucleare, dunque, può davvero essere la soluzione alla complicata transizione ecologica, rispettando allo stesso tempo le esigenze della sostenibilità ambientale? A tal proposito, è intervenuto Luca Romano, laureato in Fisica Teorica a Torino nonché amministratore della pagina social “L’Avvocato dell’Atomo”, il quale ribadisce l’importanza fondamentale dell’atomo per il futuro energetico del paese: “Non è pensabile attuare la transizione ecologica senza il nucleare, c’è bisogno di questa energia da affiancare alle varie energie rinnovabili che possiamo utilizzare sul territorio. Senza l’atomo, passare dal carbone e dal gas ad energie pulite e sostenibili non sarà possibile”. Dichiarazioni, queste, che non trovano riscontro nelle parole del fisico e premio Nobel Giorgio Parisi, il quale si pone scettico nei confronti dell’effettiva utilità del nucleare di nuova generazione: “Non è ancora chiaro quanto andrà avanti il nucleare di quarta generazione, mentre è più sicuro investire sul risparmio energetico”. L’energia nucleare, da sempre argomento di discussione, incidenti e controversie, è tornata alla ribalta dopo il rincaro dell’energia su scala Europea. Le posizioni degli scienziati e dell’opinione pubblica sono estremamente divergenti sulla questione dell’atomo. Ciò che è certo, è che questa discussione è solo agli albori, e solo il tempo ci dirà quale sarà la strada giusta da seguire, per un futuro più sostenibile per tutti noi”.































