di Tonino Atella

La toccante testimonianza del docente di S. Maria Oliveto, frazione di Pozzilli, Peppino Vera, da anni residente coi suoi a Venafro, che aveva accolto in passato la piccola ucraina Inna, oggi madre, perché la donna torni in Italia con la propria figlia al fine di crescere entrambe nella gioia, nella sicurezza e nella tranquillità. Quanti esempi di profonda umanità derivano dalla terribile e devastante guerra in territorio ucraino ! Ne arrivano anche da Venafro e in questo caso a firma del prof. Peppino Vera, già docente di filosofia e storia negli Istituti Superiori Statali, oggi in pensione, originario di S. Maria Oliveto frazione di Pozzilli e da anni residente a Venafro con la famiglia. Ecco quanto l’uomo scrive, rivolgendosi accorato all’ucraina che aveva ospitato da fanciulla nella propria casa : “Ti ho accolta durante il disastro di Chernobyl, eri bambina, venivi dame anche tre volte l’anno, fino a diventare grande. Ora ti aspetto. Sei già su un pullman con la tua bambina, che avrà pochi mesi a vederla nella foto. Non ti meraviglierai nel trovarmi invecchiato e malmesso, tu hai lasciato il marito a combattere, per te questa non è una vacanza. Ricordo le parole di un russo venuto vent’anni fa a lavorare : anche io ho diritto a essere felice. Questa musica è una carezza all’anima che vuole un po’ di pace e di serenità. E’ troppo ? Inna ti aspetto !”.

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