Con delibera di Giunta Regionale numero 103 del 7 aprile scorso tutti gli assessori e il presidente della Regione Molise hanno approvato la “novazione contrattuale” per la segreteria dell’assessore Vincenzo Niro. In pratica Niro ha prorogato i contratti a tre suoi assunti: Gennaro Niro, Antonio Montanaro e Mariadomenica Lombardi. Insomma, a questi lavoratori il contratto sarebbe dovuto scadere a dicembre 2022 invece Niro ha deciso di far loro il regalo di pasqua prorogandolo alla fine del mandato (aprile 2023).
Ha lasciato invariato invece il co.co.co. a Maria Lucia Gallo, già finito agli onori della cronaca per la sua vicinanza ad un’azienda di trasporto pubblico locale molto cara sia a Vincenzo Niro (ex assessore al ramo) che all’attuale reggente assessore Pallante.
Al di là della probabile legalità del co.co.co. alla professionista dovuto al divieto della tipologia contrattuale nelle pubbliche amministrazione ormai dal 2019, la delibera numero 103 salta all’occhio per via del divieto imposto alla regione Molise di poter procedere a qualunque tipologia di modifica contrattuale per via del ritardo dell’approvazione del bilancio di previsione. Una regola che dovrebbe ben conoscere sia il presidente della Giunta Toma per via della sua professione di commercialista, sia la dottoressa Alessandra Brunetti istruttore della pratica, sia il dottor Claudio Iocca direttore al personale ed anche controllore di sé stesso per via del suo ruolo – anche – di direttore del Terzo Dipartimento. La regole del divieto assunzionale dovrebbe conoscerle bene anche la dottoressa Mariantonella Di Ielsi, arrivata in Regione a fare da segretaria di Giunta direttamente dal suo ruolo di segretario comunale a Bojano (comune in dissesto finanziario dove Toma è stato assessore al Bilancio prima di approdare in Regione).
A sancire il divieto di assunzione, di proroghe e persino dell’utilizzo del comando, lo conoscono bene alla Corte dei Conti che già negli anni passati ha esposto le illiceità commesse dall’ente in occasione del giudizio di parifica. Vero è che le sanzioni della Sezione di Controllo sono rimaste lettera morta per via del disinteresse della Procura della Corte stessa che, probabilmente, non ha mai dato seguito ad azioni concrete per ripristinare la legalità. O per lo meno non si hanno notizie in merito mentre copiose sono le informazioni che arrivano dalle regioni limitrofe, come dal vicino Abruzzo. Qui la mano pesante della Corte dei conti in tema di spesa del personale trova un’ulteriore conferma con l’interpretazione restrittiva del divieto di nuove assunzioni. Nella misura in cui il legislatore vieta, fino a quando le amministrazioni non abbiamo provveduto all’adozione (tardiva) degli atti contabili fondamentali, sia le “… assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale, anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto …”, sia la stipula di “… contratti di servizio con soggetti privati che si configurino come elusivi” del divieto, emerge cristallina la finalizzazione del precetto normativo come indirizzata a precludere ogni e qualsivoglia “spesa per il personale” quand’anche non riconducibile ad una “nuova assunzione” in senso stretto bensì ad un suo “surrogato elusivo”. in tale logica, può finanche paventarsi come elusivo del divieto de quo il ricorso da parte dell’amministrazione inadempiente all’istituto del comando che, su altro e differente versante, come visto, è stato configurato quale operazione “finanziariamente neutra” e non comportante “… la costituzione di un rapporto di impiego” (Corte dei Conti, Sezione delle Autonomie, nella deliberazione n. 12/2017/QMIG): proprio in ragione del carattere “permanente” del divieto legale in parola – poiché lo stesso si protrae “fin quando non abbiamo adempiuto” (art. 9, comma 1-quinquies, primo periodo) le amministrazioni inottemperanti all’approvazione (tardiva) dei bilanci di previsione, dei rendiconti e del bilancio consolidato -, l’utilizzo di personale in comando in luogo di “nuove assunzioni”, lungi dallo spronare le amministrazioni all’adempimento, potrebbe costituire, di fatto, un aggiramento della preclusione nonché, e soprattutto, un possibile fattore di ulteriore perpetuarsi del ritardo con la perdita di effettività e vanificazione, a tal punto, della sanzione contemplata dal legislatore.
Le medesime considerazioni devono essere estese anche alle assunzioni, caratterizzate dalla “non stabilità”, del personale destinato alle segreterie degli organi di indirizzo politico, delle commissioni consiliari e del Difensore civico regionale e, infine, seppure con le precisazioni a seguire, alle assunzioni effettuate dalla Regione su indicazione dei capogruppo consiliari, quale modalità di reclutamento alternativa all’assunzione diretta da parte dei Gruppi.
Lo sa talmente il dirigente al personale Claudio Iocca che lui stesso pare abbia provveduto ogni anno ad inviare la nota ai consiglieri regionali ricordando loro che finchè non si approva il bilancio di previsione la Regione Molise è paralizzata.
Perché si è derogato alla segreteria di Vincenzo Niro?
Cosa ne pensa la Corte dei Conti del Molise, sia la Sezione di controllo che la Procura?
m.m.






























