Il merito va distribuito tra i privati cittadini e gli ambienti naturali dei rioni storici

Una lancia a favore di Venafro. La si spezza ben volentieri nella considerazione che quanto segue è tutto merito dei privati cittadini, agevolati da ambienti naturali quanto mai belli di se. Sono cioè i venafrani stessi e i suggestivi scorci della Venafro antica che fanno “il miracolo” di attrarre ed entusiasmare l’ospite che nel periodo gira dappertutto per ammirare e conoscere, non disdegnandosi di fotografare. Ed allora incamminiamoci nel suggestivo centro storico venafrano, indubbiamente tra i più attraenti del Molise intero, per imbatterci nelle bellezze ambientali della Venafro di una volta. Oggi la città è tutt’altro, si è estesa a sud, ad est e ad ovest, ha quadruplicato in perimetro urbano, popolazione, attività ect., finendo però per svuotare in buona parte i caratteristici rioni di un tempo. Questi comunque non sono del tutto vuoti, ma hanno perso tantissimo in presenze umane, trasferitesi altrove per esigenze lavorative e della moderna vita quotidiana. Nelle innovazioni, si chiederà, sono più le cose belle o le negatività? Certo oggi nella nuova Venafro ci sono più comodità alla portata, ma la suggestione degli antichi rioni resta assolutamente impareggiabile. Ed allora ritroviamo scorci, bellezze ambientali, particolarità, storia ed attrattive del  “paese Venafro”, scrigno preziosissimo ed impareggiabile di vita popolare trascorsa. Iniziamo dal “salotto buono”, il rione Mercato, dove trovasi il suggestivo Vicolo Parasacco. E’ così denominato perché nei tempi piovosi del passato si mettevano all’imbocco del vicolo dei sacchi ripieni di terra, pietre, indumenti ed altro per fermare l’acqua piovana che arrivava abbondante ed impetuosa dal rione Colle a monte dell’abitato storico. Oggi Parasacco, con le sue splendide finestre bifore al centro, è un autentico gioiello, perfettamente  tenuto dai volitivi suoi residenti. Quindi altro rione, esattamente alle Monache, nel ricordo delle clarisse di clausura che un tempo vi vivevano. Vi troviamo la storica Chiesa di S. Chiara, restaurata solo a fini museali e perciò purtroppo continuativamente chiusa, l’attiguo Museo Nazionale di Venafro un tempo edificio scolastico elementare, l’Arco delle Monache (detto anche di Donna Elvira, dal nome dell’anziana che vi abitava) e la Via di Cristo che porta alla chiesa omonima. Procedendo a destra, ecco il suggestivo “Ruar r’ Sant’ Iann” coi restanti gradini e la stretta traversa che scendono su via Plebiscito, la caratteristica “Via P’ Rent”, un tempo … il corso principale della Venafro storica. Quindi salendo per i rioni venafrani antichi ecco la tipica Piazzetta dell’Annunziata, gli scorci assai suggestivi del quartiere Colle e giusto al centro la Chiesa di San Paolo, altro luogo di culto sbarrato h 24. Trovandoci in cima alla Venafro storica, sguardo obbligato a Castello Pandone e ai suoi meravigliosi ingressi. Giro concluso ? Assolutamente no, perché vanno segnalati  a sud il laghetto di Ciaraffella, il sito maggiormente frequentato e fotografato da turisti e visitatori, e la tipica Fonte della Regina, situata di fronte alle Quattro Cannelle. Una gran bella passeggiata questa idealmente fatta nella Venafro storica, che ogni volta affascina e lascia soddisfatti ! Almeno lo si spera …

ALCUNE FOTO DEI LUOGHI:

 

 

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