Delle 8.000 persone che hanno partecipato al referendum di Legambiente, nell’ambito della giornata di mobilitazione #ItaliaNOogm organizzata dalla Task Force per un’Italia Libera da OGM, il 98% ha optato per un’Italia no ogm mentre solo il 2% dei votanti si è detto a favore del transgenico nel piatto. I comuni che hanno ospitato l’iniziativa sono Bologna, Milano, Firenze, Genova, Torino, Venezia, Vicenza, Rovigo, Padova, Reggio Calabria, Palermo, Udine, Perugia, Ancona, Grosseto, Roma, Bari, Modena, Imola, Foggia, Lecce, Arezzo, Salerno, Feltre (Bl), Ponzano (Tv), Codroipo (Ud), Bagheria (Pa), Succivo (Ce), Monterotondo (Rm), Rieti, Modica, Medicina (Bo), Budrio (Bo), Castenaso (Bo), Solofra (Av), Gemona del Friuli (Ud), San Canzian d’Isonzo (Go) e in provincia di Salerno a Pontecagnano, Battipaglia, Eboli, Paestum, Cava dè Tirreni, Minori, Bellizzi, Baronissi e Sapri.
“I risultati non ci sorprendono – dichiara Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente -poiché non è una novità che la maggioranza degli italiani sia contraria agli ogm. Ma è bene sottolinearlo e ripeterlo quanto più possibile. Specialmente in un momento come questo, in cui siamo in attesa del pronunciamento del Tar del Lazio sul ricorso di un agricoltore friulano contro il decreto che proibisce la semina di mais geneticamente modificato. Così come è bene fare chiarezza sulle molte bugie che si dicono sugli ogm, dal loro ruolo contro la fame nel mondo, ai costi, alla resistenza agli insetti e ai rischi di contaminazione.
Se il 9 aprile il ricorso fosse accolto – aggiunge la direttrice di Legambiente – si rischierebbe di aprire la strada a semine incontrollate di colture geneticamente modificate, introducendo un rischio incalcolabile per i nostri campi, le nostre sementi e quel patrimonio nazionale che sono in nostri prodotti tradizionali e tipici. Ecco perché riteniamo necessario un provvedimento urgente che tuteli l’intero territorio nazionale da possibili semine ogm”.































