I dati divulgati recentemente dallo studio di Unioncamere e ministero non consentono temporeggiamenti. Nel corso del primo trimestre del 2014 il Molise ha proseguito il trend negativo per quanto riguarda il lavoro. È stato registrato un calo del 16% per quel che riguarda il numero dei contratti attivati, mentre per quel che concerne le assunzioni diretta dalle aziende è stata registrata una diminuzione del 21%. E le previsioni lasciano presagire che entro la fine dell’anno si possa andare incontro ad un’ulteriore flessione.
Un quadro che indica con chiarezza la necessità di salvaguardare in tutti i modi possibili le aziende e le attività che attraversano momenti difficili. La prima linea di intervento è senz’altro l’attivazione dell’area di crisi. Ma non basta sapere che il Governo centrale abbia avviato le procedure necessarie per l’inserimento al suo interno dell’area industriale Isernia – Venafro – Bojano.
Servono invece brevi tempi di attuazione, altrimenti si rischia che si arrivi troppo tardi. E, cosa ancor più importante, è necessario che ci venga fornita una tempistica precisa per l’attivazione dell’area di crisi. Contemporaneamente vanno valutate con scrupolosità tutte le alternative utili per sostenere le industrie in crisi, vagliare i progetti in sospeso e scegliere tra questi quello migliore.































