“Tenendo presente che l’anno scorso lo Stato ha pagato circa 22 miliardi di euro di debiti pregressi, è verosimile ritenere che i creditori della Pubblica amministrazione italiana vantino circa 100 miliardi di euro, esclusi quelli eventualmente maturati nel frattempo”. A ribadirlo è il Segretario della CGIA, Giuseppe Bortolussi: si tratta di una nostra stima che risulta essere molto diversa dalla cifra emersa dall’ indagine campionaria presentata nel marzo scorso dalla Banca d’Italia in un’audizione parlamentare.
Secondo i ricercatori di via Nazionale, il debito della Pubblica amministrazione (Pa) era pari a 91 miliardi di euro (chiaramente da questo importo vanno stornati i circa 22 miliardi di euro pagati nel 2013). Una cifra che, ormai, viene presa come riferimento da tutti gli osservatori ogni qual volta si dimensiona l’ammontare complessivo dei crediti che le aziende vantano nei confronti del settore pubblico.
“Si tratta di una foto scattata il 31 dicembre 2011, ovvero più di due anni fa – conclude Giuseppe Bortolussi – nella quale non sono comprese le aziende con meno di 20 addetti che, ricordo, costituiscono il 98% del totale delle imprese italiane. In questa ricerca, inoltre, non sono state coinvolte le imprese che operano nei settori della sanità e dei servizi sociali che, storicamente, sono quelli dove si annidano i ritardi di pagamento più eclatanti. Alla luce di questi elementi, riteniamo che l’ammontare dei debiti scaduti stimato dalla Banca d’Italia sia sottodimensionato di circa 30 miliardi di euro”.































