Il confronto con amministratori locali provenienti da altre realtà ha consentito di portare al centro del dibattito le esigenze dei territori, e quindi dei cittadini, con particolare riferimento ai percorsi cui sono soggette le procedure di finanziamento. Poi ancora la legalità, il semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea, le elezioni europee e l’euroscetticismo.
Un momento, insomma, di buona politica, come ne servirebbero ogni giorno e in ogni luogo di rappresentanza dei cittadini. L’Europa non è poi così lontana! E se sei nato negli anni del Trattato di Maastricht non è difficile pensare ai fratelli europei come al tuo popolo!
Soltanto l’Unione Europea può imporre la sovranità della democrazia di fronte ad una finanza globalizzata che ha rubato potere e dignità alla politica. Sono da cercare lì, anche lì, le risposte ad emergenze di povertà e disoccupazione.
Abbiamo il diritto di esigere che l’Europa sia migliore di quella in cui oggi viviamo: questa è la ragione per cui lavoriamo e lavoreremo per costruire le nostre proposte in materia di lavoro, di welfare, di formazione, di politica monetaria, di ambiente, di diritti. Spero che a farlo, insieme, saremo in tanti”.































