Finalmente il bel tempo in coincidenza con le feste patronali di Venafro
L’aspettavano tutti per far festa, lavorare e sostenere l’economia dell’intero territorio venafrano
Dopo tanta pioggia, decisamente troppa per il periodo, finalmente il cielo azzurro ed il bel tempo. Il tutto, lo si spera tantissimo a Venafro, in coincidenza con l’inizio delle festività patronali, appuntamento principe dell’anno per l’intera collettività cittadina. Lo sperano i venafrani tutti per partecipare, festeggiare e celebrare i Santi Martiri Nicandro, Marciano e Daria nel solco della storia e della tradizione. E lo sperano ardentemente gli stessi Frati del locale Convento francescano che puntano ad accogliere tantissimi fedeli nell’attigua Basilica del Patrono San Nicandro, presenze di massa certamente agevolate in costanza di temperature favorevoli. Analogamente contano sul bel tempo nel corso delle giornate patronali gli operatori economici le cui attività sono collegate a tali feste, ossia esercenti commerciali, baristi, ambulanti, venditori di dolci e noccioline, extracomunitari coi loro prodotti artigianali di legno ed altro, gelatai, pizzaioli, titolari del parco divertimenti ect. che lavorano soprattutto in tali ricorrenze e che hanno bisogno di bel tempo e temperature gradevoli per fare affari e lavorare. Per dare un’idea di massima dell’incidenza metereologica su siffatte attività umane, si pensi che da un calcolo presunto assai vicino alla realtà delle cose le festività patronali venafrane che si snodano su tre giorni -quest’anno addirittura saranno quattro –muovono complessivamente qualcosa come oltre cinquecentomila euro, con incidenza diretta sul lavoro e gli affari di tanti ! Se tutto questo viene meno per colpa delle avversità metereologiche, ma come scritto innanzi si conta tantissimo che non accada, è facile immaginare la ricaduta negativa sull’intera economia venafrana e sulla stessa occupazione. Perché la bibita che non si vende, il panino farcito che analogamente nessuno compra, il parco divertimenti che resta spento e vuoto, il gelato che l’ambulante non vende, le noccioline non comprate ect. mettono in moto un volano di conseguenze quanto mai deleterie per le finanze di tutti. Perciò c’è bisogno, sia consentito scriverlo, del …”Miracolo di San Nicandro” con un bel sole alto in cielo, temperature gradevoli, zero pioggia e serate piacevoli da trascorrere all’aperto assieme a tant’altri, ora ai tavolini del rione Mercato per ascoltare Gli Alunni del Sole o lungo Corso Molise, ora al piazzale della stazione ferroviaria per l’atteso concerto dei Boomdabash, ora al parco dei divertimenti di viale San Nicandro, ora nei locali pubblici di Corso Campano ed ora agli stand ambulanti di Corso Molise e Via Roma, fermo restando il momento di preghiera in Basilica per onorare la memoria dei Santi Martiri. E dulcis in fundo tempo bellissimo e tutti in fila -candela in mano- la sera del 18 giugno per la processione conclusiva delle ricorrenze patronali, intonando più volte in coro a centinaia e centinaia di voci il bellissimo “Inno ai Santi Martiri”, appuntamento assolutamente irrinunciabile per ciascun fedele venafrano. Dopodiché intorno alla mezzanotte della stessa giornata occhi in alto per ammirare ed applaudire i bellissimi giochi pirotecnici conclusivi dell’appuntamento festivo, mercé ovviamente l’agognatissimo bel tempo, frutto appunto del predetto “ Miracolo … ” !






























