Il Molise non è esente purtroppo da brutti episodi di pessimi comportamenti antisociali
Le cronache nere di mezza Italia purtroppo raccontano che si vivono tempi difficili a tanti livelli. L’extracomunitario che viene picchiato a morte da due giovani -uno dei quali per fortuna rinchiuso giorni dopo nel carcere minorile di Nisida nel Napoletano-, l’investimento/uccisione di un fanciullo di cinque anni travolto da un’auto condotta da giovani in corse sfrenate nella Capitale, calci e pugni per strada costati la vita ad un uomo innocente, un giovane che si ferma ad un distributore di sigarette e finisce aggredito a calci e pugni da due coetanei (uno dei quali arrestato poco dopo), studenti che si accaniscono contro docenti in classe ricevendo poi a fine anno scolastico il 9 (!) in condotta e tant’altro di simile in zone diverse della Penisola, da Marsala al Napoletano e sino a Treviso, cioè senza che nessuna area italiana possa dirsi immune da tanto. E il Molise ? Area sociale tranquilla sotto tale aspetto? Per fortuna non vi si registrano ad oggi episodi di gravità inaudita come quelli appena accennati, ma abbassare la guardia e ritenere che si viva in un’oasi territoriale felice non conviene affatto né è il caso. E’ bene cioè riferire anche solo di accenni a momenti delicati interpersonali seppure senza conseguenze gravi, come antidoto al verificarsi di fatti brutti e spiacevoli. Scriverne per prevenire ed educare, ammesso che tanto sia ancora possibile. Prendiamo un episodio, per fortuna senza conseguenze spiacevoli e conclusosi bene, appena avvenuto a …, Comune molisano. E’ in bici un uomo che pedala tranquillamente in una zona pianeggiante, fuori dell’abitato comunale. Davanti a se il tizio nota poco distante un’auto in manovra di retromarcia che si accinge ad uscire da un’area privata a lato della strada su cui sta pedalando. Il conducente guarda su entrambi i lati, si avvede cioè dell’arrivo del ciclista distante pochi metri, ma non frena e tranquillamente esce sulla strada, costringendo il ciclista a frenare di colpo, a fermarsi ed a mettere i piedi a terra. Dopodiché il giovane automobilista sorridendo e rivolto al ciclista, fa … “Sei finito nel fosso ?”, riferendosi alla cunetta sulla destra propria e del ciclista ! Quest’ultimo, pensando si trattasse di un conoscente che volesse scherzare, guarda verso l’interlocutore alla guida della vettura, però si avvede che non sa chi sia e quindi che non c’è stato affatto intento scherzoso nella domanda dello sconosciuto. Perciò il ciclista contrariato replica all’automobilista … “No, nel fosso è meglio che ci finisci tu !”. Dopodiché, con l’auto ed il conducente sconosciuti sempre di traverso a centro strada ad ostruire la ripresa della sua pedalata, il ciclista risale in bici e riprende a pedalare, non mancando di rivolgere allo sconosciuto automobilista un “Grazie ! Veramente gentile !”, passandogli accanto sulla propria bici. La reazione del giovane al volante della vettura e protagonista dello strano episodio? Assolutamente nessuna ! Resta seduto in auto, abbassando la testa, senza replicare e senza profferire parola ! Avrà capito di aver sbagliato ? Auguriamocelo ! Perché è solo così, e non certo diversamente, che si progredisce !






























