Il tema della già calda estate venafrana : il futuro del Convento Francescano della città a rischio, meglio a certezza chiusura data la carenza di frati e di vocazioni .
Fa caldo, ma a Venafro ancora di più ! C’è in piedi la faccenda della chiusura o del parziale utilizzo –è quanto si dice in giro- del plurisecolare Convento Francescano della città affidato in custodia da oltre cinque secoli ai Padri Cappuccini della Provincia Monastica di Sant’Angelo e San Padre Pio di Puglie e Molise e che a partire da agosto dovrebbe essere svuotato di frati continuativamente presenti ed affidato alla saltuaria presenza di un P. Cappuccino proveniente dal Convento di Isernia per la messa della sera e della domenica, dopodiché le porte del sito religioso tornerebbero a serrarsi. Ovvia e tanta la contrarietà dei venafrani, stante la plurisecolare storia del convento in tema, la presenza nel 1911 del giovanissimo Padre Pio all’epoca 24enne, le terribili tentazioni demoniache che il Frate da Pietrelcina dovette sopportare e respingere mentre era al suo interno e la presenza nell’attigua Basilica del Sarcofago del Patrono di Venafro, San Nicandro, nonché la numerosa presenza di Frati al suo interno sino agli anni ‘60/’70 e a partire dagli anni ’80 decine di giovani studenti pugliesi ospitati al suo interno perché studiassero nelle scuole pubbliche venafrane. Niente da fare ! Tutto questo non è stato sufficiente ad evitare la decisione del Ministro Provinciale del predetto ordine monacale di chiuderlo, stante la carenza di frati nell’ambito della provincia molisano/pugliese. Pochi i religiosi, ridotte le vocazioni -questa l’impietosa decisione finale- per cui vanno chiusi tre Conventi tra Puglie e Molise affidati ai P. Minori Cappuccini, Venafro compreso. E giù proteste, sconforto e rabbia –come scritto- da parte dei fedeli venafrani una volta appresa la notizia, diffusa dallo stesso Rettore uscente del convento venafrano, F. Jossy Fernandes, oggi trasferito a Isernia come membro della comunità monastica isernina e sostituito al convento di Venafro da F. Antonio Losapio. Ed è proprio da questi che arrivano precisazioni circa il ruolo futuro del convento venafrano: “Non si chiude nulla -attacca il religioso- e il convento con la chiesa continuerà a servire a livello pastorale il popolo di Dio che è in Venafro. Le modalità del servizio saranno comunicate non appena si potrà”. Si cerca cioè la soluzione migliore perché i venafrani non restino sconfortati e delusi ! Ma intanto l’opinione pubblica cittadina è enormemente contrariata per le decisioni assunte e non si escludono nei prossimi giorni plateali forme di proteste popolari.






























