di T.A.

LA SIMPATICA ANEDDOTICA POPOLARE DA UNA LETTRICE DELL’ISERNINO


All’indomani della partecipata ed assai sentita festa socio/religiosa in onore dei Santi Cosma e Damiano di Isernia, perviene lo stralcio di una simpatica aneddotica popolare del tempo che fu dal titolo “Rubato l’oro di San Cosma”. Nessun furto sacrilego, è bene chiarirlo d’acchito, ma solo un aneddoto che testimonia la fede del popolo pentro verso il proprio venerato Santo. Il testo : “ A Isernia, si racconta che “nu scupatore mbriacone” (un netturbino beone), molti anni fa, venne accusato d’aver rubato alcuni monili facenti parte dell’oro dei Santi Cosma e Damiano. In tribunale, interrogato dal giudice, rispose :”Ma ve pare ca i’ ieva a rubbà l’ore ? Fusse stata na votte re tetegna (botte di vino tintiglia), pure pure …, ma l’ore de Sande Coseme propria no. I’ tengh paura a fa nu tuorte a Sande Coseme … quire quande s’arraja – che rispette parlanne – è capace ca te ru secca (ti rende impotente)”. P.S. : Per chi non lo sapesse, San Cosma a Isernia è ritenuto protettore della “salute” degli organi genitali !”.

Perciò … fede e preghiere tante al Santo isernino ! 

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