di T.A.
DI MASSIMA ATTUALITA’ SOCIALE ANCHE LA DATATA “QUAESTIO” DEI TRIBUTI CONSORTILI A CARICO DI PROPRIETARI DI BENI ED AREE NON PIU’ RICADENTI IN ZONE AGRICOLE IN QUANTO URBANIZZATI DA TEMPO E PERCIO’ NON PIU’ SERVITI DALL’ENTE, E CIONONOSTANTE TENUTI A PAGARE .
“Benedetto …” -si fa per dire …- Consorzio di Bonifica della Piana di Venafro, ente per statuto e natura preposto a salvaguardia e valorizzazione di beni, lavoro e proprietà agricole dell’estremo Molise dell’ovest al fine di incentivare le finanze e le imprese di settore ! “Benedetto …” in quanto l’ente continua ad essere in cronaca per questioni che esulano dalle finalità appena citate, ma per altro. Saltando a piè pari diverse faccende consortili trattate di recente dai media regionali, si torna in questa sede su un tema dolens del Consorzio di via Colonia Giulia a Venafro, meglio su una datata “quaestio” sperando che finalmente venga risolta, ammesso che a tanto si voglia una buona volta pervenire, stante la diffusa e motivata istanza popolare nel merito. Trattasi della vecchia “quaestio” che riguarda l’annuale e puntuale richiesta avanzata dall’ente agli iscritti negli elenchi consortili -alias ai consorziati- perché versino all’ente i tributi dovuti in ragione dei servizi ricevuti, come irrigazione, strade consortili ect. E sin qui, se cioè al consorziato arrivano servizi e prestazioni dall’ente, nulla c’è da eccepire in quanto è giusto pagare se si riceve qualcosa. In parole spicciole, se si va al bar e si gusta un caffè è giusto pagarlo. Idem per un indumento comprato al negozio o per un chilo di pane dal fornaio. Ossia : si riceve qualcosa, si deve pagare. Lo prevede la legge. Concetto assolutamente ineccepibile ! Se però non si riceve il caffè, né il chilo di pane, né l’indumento, non si deve pagare alcunché ! Conclusione altrettanto lapalissiana, almeno … ! Applicazione cioè sic et simpliciter del concetto “pago, se ricevo qualcosa ; non pago alcunché, se nulla ricevo”. “Elementare Watson … ! ”, direbbe Sherlock Holmes, l’astuto detective inglese rivolto al proprio fedele aiutante, il dottor Watson. Già, ovvio per tutti, Holmes compreso, meno che per il Consorzio di Bonifica della Piana di Venafro, visto che l’ente continua a sollecitare tributi e versamenti anche ai possessori di beni terrieri ed immobiliari ricadenti da anni in aree urbanizzate del Comune di Venafro, in quanto tali non più agricole e perciò nient’affatto nelle condizioni di ricevere servizi e prestazioni consortili, dalle quali invece scatterebbero a ragione i tributi richiesti dall’ente consortile. Domanda : si riuscirà una buona volta a risolvere siffatta situazione, che tanto indispone un sacco di contribuenti consortili venafrani, loro malgrado costretti a corrispondere somme di cui farebbero volentieri a meno per i motivi innanzi esposti ? Il quesito, dalla vasta portata sociale investendo centinaia di consorziati, d’acchito appare di agevole ed immediata risoluzione, sempre che sussista a monte la giusta volontà delle istituzioni preposte. La ”quaestio” invece continua a tenere banco, contrariando a ragione tante persone. Ed allora : si riuscirà a mettere finalmente termine a siffatto problema, riconoscendo al consorziato che non riceve servizi il diritto di non versare alcun tributo ? In tanti sono in attesa di risposta chiarificatrice e finale.






























