In tal modo si offrirebbero importanti occasioni di lavoro all’asfittico turismo interno, soprattutto nei periodi di destagionalizzazione. Si tenga presente – afferma Assoturismo – che lo scenario dei primi mesi del 2013 è davvero allarmante e che in realtà la stagione estiva può concludersi con perdite di fatturato mai registrate in passato”.
“Nei primi sei mesi dell’anno hanno chiuso nel sud tre imprese dell’alloggio ogni due giorni. E va peggio per le imprese di ristorazione, che scontano 146 chiusure al mese, circa 5 al giorno. Ecco perché – prosegue Albonetti – chiediamo al governo ed ai Presidenti delle Regioni del Sud Italia iniziative urgenti, e che questi territori vengano candidati in modo efficace a mete low cost e di turismo sociale”.
“Il Meridione deve saper andare oltre la stagionalità ed aggiungere ai flussi tradizionali anche quel valore aggiunto che può derivare dalla valorizzazione del turismo sostenibile e sociale – continua Albonetti – e di conseguenza ci appelliamo ai Presidenti delle Regioni meridionali affinché condividano un progetto per il rilancio del Sud in chiave di destagionalizzazione”.
Albonetti si domanda che fine abbiano fatto i fondi del Poin che avevano previsto un investimento di circa 50 milioni di euro. “Lo Stato li aveva avocati a sé, ora si recuperi il tempo perduto e si condivida con il Ministro della Coesione Territoriale, Carlo Trigilia, la possibilità di utilizzarne almeno una parte per dar vita a questo progetto che possa garantire un concreto sostegno alla filiera turistica meridionale”.
“Se le previsioni 2013 segnano una netta flessione secondo i sondaggi eseguiti , con l’eccezione per le località turistiche mature e le strutture di lusso, non vanno ignorate le difficoltà per i turisti stranieri a raggiungere le località del Sud, contribuendo così ad acuire gli effetti negativi della crisi economica che sta già mietendo molte vittime tra i piccoli operatori ricettivi e della filiera”.
“Bisogna andare oltre la crisi, pianificare strumenti in grado di rilanciare il Sud come è stato fatto con successo in Spagna e in altri Paesi”, conclude Albonetti. “Si vada oltre la mera programmazione regionale, con iniziative molto spesso discutibili e disarticolate, e si condivida un percorso complessivo che rilanci e riqualifichi l’intero territorio, ridando speranza ad operatori e lavoratori del settore”.































