di T.A.
RIAPRE AL CULTO LA SEICENTESCA CHIESA DI S. CHIARA A VENAFRO, DETTA ANCHE “LA CHIESA DEI POLACCHI”.
Una notizia che rinfranca e che fa assolutamente bene a mente, spirito e corpo. Domenica 11 agosto, ricorrenza di Santa Chiara, riaprirà per una celebrazione religiosa la storica e monumentale Chiesa di Santa Chiara al rione “Le Monache”, centro storico di Venafro. Riaprirà per la ricorrenza religiosa dedicata alla Santa di Assisi e vi celebrerà alle h 8.30 la Santa Messa domenicale il Parroco Don Salvatore Rinaldi. Un evento non da poco e da segnalare come evento di spicco della stessa estate venafrana 2024, questo della riapertura al culto del sito in questione, alla luce dell’importanza storico/religioso della struttura, un tempo frequentatissima prima del suo progressivo ridotto utilizzo. Negli ultimi decenni infatti Santa Chiara è stata sempre meno utilizzata, causa le contenute vocazioni sacerdotali, sino ad essere sì recuperata e restaurata dal Ministero ai Beni Culturali ma esclusivamente a fini museali, senza ospitare più riti o eventi religiosi. Oggi in effetti fa parte dell’annesso Museo Nazionale di Santa Chiara e, se non viene aperta al pubblico, è per carenza di personale di vigilanza e custodia. Dal che appunto la sua continuativa e certamente penalizzante chiusura ! Ma domenica prossima finalmente la storica “Chiesa dei Polacchi” a “Le Monache” di Venafro (così in passato veniva comunemente definita, ricordando le celebrazioni religiose celebrate al suo interno alla presenza delle truppe polacche nel corso dell’ultimo conflitto mondiale) riaprirà seppure per una sola giornata e per un’unica celebrazione religiosa in omaggio alla figura di Santa Chiara, anche se si spera che resti poi la sua continuativa riapertura al culto. Evento di rilievo ed importante quindi, questo della riapertura della Chiesa di Santa Chiara al rione “Le Monache” di Venafro, ricordando la sua realizzazione e la storia ultima del sito situato a due passi dall’allora Seminario Vescovile, oggi sede del Carsic. Santa Chiara venne costruita dal 1626 e vi si dedicò un ricco possidente venafrano, Niccolò Valletta. Quegli, perché la chiesa venisse realizzata, destinò 8.000 ducati dei suoi beni. Negli anni successivi intervennero modifiche ed ampliamenti grazie a donazioni pervenute, mentre la chiesa acquistava sempre più importanza socio/religiosa. Sino alla prima metà del secolo scorso faceva parte del complesso monacale di clausura delle Clarisse, che assistevano alle celebrazioni religiose al suo interno attraverso una grata in legno situata in alto sull’altare, grata a sua volta restaurata. Ma da domenica mattina prossima per la Chiesa di Santa Chiara di Venafro inizierà -è l’augurio di tanti- tutt’altra storia, fatta di presenze popolari e riti sacri.






























